Ronta. Approvata la variante urbanistica per il piano di recupero Artilet

Si prevede di realizzare 13 villette e una palazzina con cinque appartamenti

Attualità
visibility907 - venerdì 08 gennaio 2021
di Redazione
Più informazioni su
L'articolo di stamani su La Nazione
L'articolo di stamani su La Nazione © La Nazione

Passo avanti per il progetto (del quale si parla da alcuni anni) di trasformare l'imponente ex fabbrica Artilet (e l'annessa mostra) in villette ed unità abitative. La fabbrica, lo sanno bene gli abitanti del paese, è vuota ed inutilizzata ormai da molto tempo. Ora il Comune di Borgo San Lorenzo ha adottato la variante urbanistica che renderà possibile realizzare il progetto.

Il Piano di recupero, presentato oggi (venerdì 8 gennaio) in un articolo del quotidiano La Nazione, prevede di riqualificare l'area tra la strada regionale 302 (la Faentina) e la circonvallazione di Viale Fratelli Rosselli. I grandi capannoni dovrebbero essere abbattuti e al loro posto dovrebbero sorgere 13 villette mono o bifamiliari. Mentre il grande edificio vetrato che ospitava la mostra, riqualificato, ospiterà cinque appartamenti. Il tutto passando dagli attuali 3122 metri quadrati di superficie coperta a 2400 metri quadri (quindi con un minore consumo di suolo). 

La proprietà, che fa ora capo al geometra Lakis Lazzerini (con studio a Firenze), ha previsto che le nuove edificazioni nascano in lotti indipendenti ed autonomi. Un modo per favorire lo sviluppo del complesso anche senza l'intervento di un unico imprenditore.

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • Piero ha scritto il 09 gennaio 2021 alle 20:07 :

    Incredibile! Fino a quando è stato in vita, Giovanni Azzerboni ha ricevuto soltanto pesci in faccia dall’Amministrazione Comunale, quando, a più riprese, ha cercato di farsi accettare, consentire ed infine approvare, questo progetto che aveva concepito per valorizzare il proprio paese e quella collina di Pulicciano di cui era innamorato e che soprastava la sua casa e la sua fabbrica. Cioè tutta la sua vita. In seguito alle sue richieste, riceveva sempre la solita risposta: DEMOLIRE. Senza se e senza ma. Ora, dopo il decesso, quello stesso progetto ricompare e viene sbandierato da quella stessa Amministrazione che lo aveva sempre osteggiato (per antiche dissonanze tra colori della politica) come un proprio “fiore all’occhiello” da esibire e magnificare. Chissà, se Giovanni potesse tornare o Rispondi a Piero