Basta con questa obsoleta e polverosa dittatura del silenzio. Diciamolo chiaramente: nella società moderna, la pace interiore è roba da sfigati. Oggi il vero valore sociale si misura in decibel. Chi l’ha detto che il silenzio è d’oro? Il silenzio è gratis, ed è per questo che non vale niente, mentre il rumore è il passaporto per l’immortalità social e il consenso popolare.
Vuoi farti notare? Vuoi scalare le vette della gerarchia sociale e diventare un leader d’opinione? Dimentica la gentilezza, lo studio o i toni moderati. Se vuoi che la gente si accorga di te, devi svegliarla di soprassalto mentre sta facendo la pennichella pomeridiana, oppure spaventarla con un boato: BBBOOOOMMM!!!!! e tante grasse risate!!
Più disturbi il prossimo facendo rumore, più dimostri di esistere.
Il re indiscusso di questa nuova era dorata della cacofonia è, senza dubbio, il centauro, ovvero il filantropo che decide di condividere la potenza del suo motore modificato con l’intero quartiere. Non è semplice esibizionismo, è un servizio sociale; infatti, quando passa una di quelle motociclette il cui rombo è così violento da far tremare i vetri e scattare gli allarmi delle auto, noi non dovremmo protestare, bensì inchinarci. Quel frastuono celestiale, simile a un bombardamento, ma con più fumi di scarico, è il suono del progresso.
E poi, perché non provare il brivido del rogo della motocicletta? Quale modo migliore per guadagnare visibilità se non dare letteralmente fuoco al proprio mezzo meccanico in un tripudio di fiamme, scoppi e fumo tossico?
Non solo faccio rumore, ma distruggo lo strumento stesso del rumore in un sacrificio rituale dedicato al dio dell’Attenzione. È pura poesia post-industriale che profuma di gomma bruciata e benzina. I follower su TikTok impazziscono, l’algoritmo si commuove, il consenso schizza alle stelle.










