Quando ai cancelli dell’istituto Giotto Ulivi di Borgo San Lorenzo è comparso uno striscione di dissenso contro l’occupazione della scuola, come redazione di OK!Mugello abbiamo scelto fin da subito la via della cautela e del buonsenso. Abbiamo preferito attendere e verificare prima di cedere alla fretta di trasformare uno sfottò goliardico nell’ennesimo caso di cronaca o in un presunto allarme democratico. In queste settimane, del resto, il dibattito pubblico e scolastico è attraversato da tensioni comprensibili, con giuste rivendicazioni studentesche che purtroppo, in diversi istituti italiani, sono state inquinate da episodi di sconsiderato vandalismo e dall’azione di infiltrati intenti solo a fare caos e a interrompere la didattica.
La nota di chiarimento inviata dagli autori
A confermare quanto la vicenda sia stata enormemente ingigantita è giunta in queste ore alla stampa una nota ufficiale firmata dagli stessi autori del gesto, la sigla L.G.V. La scossa. Nel loro messaggio, i ragazzi ci tengono a spazzare via ogni equivoco: la frase “Volete occupare? Meglio se lasciate stare” non voleva rappresentare alcuna minaccia né un’intimidazione, bensì una manifestazione di dissenso satirico nei confronti di chi voleva bloccare l’attività scolastica. Rispetto all’uso della saetta sullo striscione — elemento che aveva fatto gridare a connotazioni politiche e ideologiche —, gli autori spiegano di aver commesso una banale leggerezza: cercavano sul web l’immagine di una scossa per dare una svegliata ai compagni e hanno preso la prima grafica reperita online, ignari della sua riconducibilità a una specifica sigla politica. Chiedendo scusa per il malinteso, hanno ribadito con forza la propria indole pacifica e l’estraneità a qualsiasi logica di violenza o appartenenza partitica.
Distinguere la satira dalle minacce ed evitare caccie alle streghe
La posizione espressa dagli autori dello striscione pone un tema di riflessione profondo per l’intera comunità educante del nostro territorio. In un momento storico in cui si parla continuamente di rispetto dei valori democratici e di pluralismo delle opinioni, è bizzarro e pretestuoso etichettare automaticamente come “fascista” o eversivo chiunque esprima una voce fuori dal coro o si schieri a difesa della continuità scolastica e della legalità. Trasformare una punzecchiatura studentesca in una caccia alle streghe rischia soltanto di avvelenare i rapporti tra i ragazzi e polarizzare uno scontro di cui nessuno sente il bisogno.
Il valore dell’ascolto e il rispetto delle opinioni
La scuola deve rimanere il luogo primario del confronto libero, maturo e civile. Se da un lato è sacrosanto garantire agli studenti il diritto di protestare per le proprie idee, dall’altro deve essere ugualmente tutelato il diritto di chi ritiene che l’occupazione e l’interruzione di un servizio pubblico non siano lo strumento corretto per farsi ascoltare. Accettare le smentite, riportare i fatti alla loro reale dimensione ed evitare di soffiare sul fuoco della polemica politica è l’unico modo per restituire serenità all’istituto Giotto Ulivi e permettere ai ragazzi di tornare a concentrarsi sul loro percorso di crescita e di studio.










