Lettere dei Lettori

L’idea di un parco della memoria lungo il Muccione: la proposta di un lettore di Vicchio

Riflessione sulla pace e la memoria condivisa: l'idea di piantumare un albero per ogni vittima israeliana e palestinese nel territorio vicchiese

Riceviamo e pubblichiamo la toccante lettera di un nostro lettore, Roberto, che condivide una proposta di profonda sensibilità civile e umana maturata sul nostro territorio. Prendendo spunto dalle iniziative di commemorazione viste in occasione del primo anniversario degli attacchi in Medio Oriente, il lettore ha ipotizzato la creazione di un vero e proprio “Parco della Memoria e della Riflessione” a Vicchio, lungo la riva destra del fiume Muccione.

Un’idea progettuale certamente complessa da realizzare sul piano pratico, ma che rappresenta un potente esercizio sul valore della pace, della dignità di ogni vita umana e del diritto alla libertà per tutti i popoli. Di seguito riportiamo integralmente la lettera del lettore.

La lettera di Roberto: “Un albero per ogni vittima”

Un albero per ogni vittima, un parco virtuale della memoria e della riflessione

Gentile Redazione,

in occasione della ricorrenza del vile attacco di Hamas a Israele e del relativo massacro, la televisione ha mostrato come quel Paese, per ricordare le vittime, abbia piantato un albero dedicato a ciascuna di esse. Ritengo che questo sia un gesto davvero encomiabile. Personalmente, sono solito piantare un albero nel mio giardino per celebrare momenti particolari della vita.

Credo fermamente che un simile gesto di rispetto e memoria debba essere esteso a ogni vittima, indipendentemente dalla sua nazionalità o appartenenza. Di fronte alla morte, infatti, tutte le vittime sono uguali e ciascuna ha il medesimo diritto di essere ricordata.

Un parco alberato della memoria svolge una funzione civile e umana straordinaria: passeggiarvi all’interno e osservare i volti e i nomi delle vittime associati agli alberi invita a una profonda riflessione. Ho provato un’emozione analoga quando ho visitato il cimitero americano di Omaha Beach: camminare tra le croci e le stelle di David, leggendo i nomi dei caduti, è stato un esercizio di memoria che mi ha toccato nel profondo.

Osservando le immagini di quel parco memoriale, ho immaginato come sarebbe poterne vivere, anche se virtualmente, uno simile sul nostro territorio per le vittime israeliane e palestinesi: un luogo a me caro e familiare dove passeggiare virtualmente, leggere i loro nomi e vedere le foto dei loro volti. La fantasia mi ha fatto scegliere un luogo a me vicino: la valle sulla riva destra del fiume Muccione a Vicchio.

Spinto da questo pensiero, ho provato a determinarne le dimensioni e l’impatto utilizzando Google Earth, calcolando le surfaces necessarie e ipotizzando di piantumare gli alberi a una distanza di 4 metri l’uno dall’altro.

Ecco i dati emersi dal mio calcolo:

  • Parco per le vittime israeliane: situato nella zona più vicina alla strada statale, tra il fiume e la strada di Pilarciano, per un’area di circa 22.400 mq.
  • Parco per le vittime di Gaza: situato sopra Pilarciano, tra il fiume e il crinale delle colline opposte, integrando nell’area la strada al centro fino all’incrocio che porta dalle Caselle a Pesciola, per un’area complessiva di ben 1.184.000 mq.

Ho voluto provare quest’esperienza: sono andato a passeggiare all’interno della zona e virtualmente ho immaginato gli alberi con i nomi e i volti nelle foto. È stata un’esperienza fortemente emozionante, che mi ha fatto riflettere ancora una volta sull’immenso dramma delle vittime innocenti e sul dolore insostenibile delle loro famiglie.

Che questa riflessione possa trovare spazio sulle vostre pagine e stimolare qualcuno a provare un’esperienza simile. Per me è stato un esercizio utile sul valore della memoria condivisa, sulla pace e sul diritto alla libertà per tutti i popoli.

Ringrazio.
Cordiali saluti,
Roberto

Nota della Redazione: La nostra testata accoglie sempre con favore le lettere, le idee e le riflessioni dei lettori che promuovono la cultura della pace, del dialogo e della memoria condivisa. Chi desidera inviare un proprio contributo può scrivere alla nostra redazione.

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