Lunedì è stato inaugurato il nuovo Centro per l’Impiego di Borgo San Lorenzo: dotazioni digitali, spazi rinnovati e maggior comfort, sono le novità di questa nuova sede, che vuole trasformarsi in un’oasi per chi è alla ricerca del lavoro. Esiste però una specie protetta, che non troverete mai nei documentari, che considera il Centro per l’Impiego come il peggior nemico, anzi, il secondo peggior nemico, perché il primo è il lavoro. Il termine scientifico di questa specie è “homo fannullonus“. Si tratta di un predatore del tempo libero e del cazzeggio, che sin da giovane ha sviluppato un’allergia quasi letale al cartellino e vede l’ufficio o la fabbrica come contesti nati per soffocare la sua creatività, basata sul dolce far niente.
Il suo superpotere è la fuga acrobatica dal lavoro: mentre il centro per l’impiego lo cerca, lui è già evaporato altrove o si è travestito da pianta grassa per non destare sospetti. La sua destinazione finale non è un’isola esotica, ma il bar dello Sport, per lui un tempio sacro. Qui, l’atleta del divanetto del bar, dà il meglio di sé, ordinando uno Spritz in maniera solenne, quasi regale. Lo vedi discutere per ore di calcio, di politica e di belle donne, senza mai distinguere veramente i tre argomenti, con discorsi alla rinfusa.
Sono i santoni dello scrocco, i sacerdoti dell’assegno di inclusione, i mitici dribblatori della fatica. Per questa categoria di geni incompresi, il lavoro non è nobiltà, ma un fastidioso rumore di fondo che disturba la meditazione profonda.









