Ripristinare i corsi di italiano in orario mattutino per garantire a tutte le donne straniere pari opportunità di accesso all’istruzione. È la richiesta avanzata da OLTRE-Ponti Fra i Mondi APS di Vicchio, Tessere Culture APS di Rufina e Proforma Società cooperativa impresa sociale di Borgo San Lorenzo, che hanno inviato una lettera alle istituzioni competenti per segnalare le difficoltà legate all’organizzazione dei corsi del CPIA Firenze 2 nel Mugello e in Valdisieve.
Con la riapertura dell’anno scolastico, le attività del Centro provinciale per l’istruzione degli adulti sono riprese, ma, secondo quanto riferito dalle associazioni, quest’anno le lezioni si svolgono esclusivamente nel pomeriggio. Una scelta che, a loro avviso, rischia di escludere molte donne che negli anni passati frequentavano regolarmente i corsi del mattino, fascia oraria che consentiva di conciliare lo studio con le responsabilità familiari e la cura dei figli in età scolare.
Le associazioni evidenziano come, nelle precedenti edizioni, le aule dei corsi mattutini fossero frequentate da numerose donne e madri. L’assenza di questa possibilità, sostengono, rischia di ridurre sensibilmente la partecipazione, creando ostacoli all’apprendimento della lingua italiana proprio per una parte della popolazione che ne ha maggiore necessità.
Nella lettera viene inoltre segnalato che, già nella fase delle iscrizioni, non sarebbe stata prevista l’opzione dei corsi mattutini, circostanza che avrebbe influenzato anche l’organizzazione del personale scolastico e di custodia. Le firmatarie considerano questa impostazione penalizzante per le donne che non possono affidare i figli durante il pomeriggio e la interpretano come una barriera all’accesso all’istruzione e all’inclusione sociale.
La questione riguarda, secondo le associazioni, un territorio nel quale sono presenti donne arrivate attraverso il ricongiungimento familiare, famiglie fragili inserite nei percorsi di accoglienza SAI e nuclei ospitati nei centri di accoglienza straordinaria di Vicchio, Pelago e Diacceto. In molti casi, la presenza di bambini rende particolarmente difficile la partecipazione alle lezioni pomeridiane senza un adeguato supporto per la cura dei figli.
Le associazioni richiamano anche l’importanza della formazione linguistica per l’inserimento lavorativo e per il conseguimento dei titoli di studio. Il livello A2 di conoscenza dell’italiano è infatti richiesto in diversi percorsi, mentre il diploma conclusivo della scuola secondaria di primo grado costituisce un requisito per accedere a percorsi di qualifica professionale.
Nella lettera viene inoltre sottolineato il rapporto tra l’apprendimento della lingua e le misure di sostegno previste per le famiglie degli alunni con difficoltà linguistiche. Le firmatarie ritengono quindi necessario assicurare opportunità formative concretamente accessibili, evitando che gli orari delle lezioni diventino un ostacolo alla partecipazione.
Considerato che l’anno scolastico è iniziato da poco, le associazioni chiedono di intervenire tempestivamente per attivare nuovamente percorsi al mattino e dotare le sedi del personale ATA necessario. L’appello è rivolto all’UMC Mugello, alla Società della Salute del Mugello, all’UMC Val di Sieve e all’Ufficio scolastico regionale della Toscana, con particolare riferimento al direttore generale Luciano Tagliaferri e all’ispettore Lorenzo Pierazzi.
A firmare la lettera è Rossella Mori, presidente di OLTRE APS, insieme alle altre realtà promotrici, che chiedono alle istituzioni di affrontare la questione facendo riferimento ai principi di diritto allo studio, integrazione, inclusione e pari opportunità. L’obiettivo è consentire anche alle donne con figli piccoli di frequentare i corsi e acquisire competenze linguistiche fondamentali per la vita quotidiana, la partecipazione sociale e l’accesso al lavoro.










