Quattordici milioni di euro dalla Regione Toscana per tenere le persone con disabilità gravissime a casa propria, circondate dai loro affetti, invece di affidarle a strutture residenziali. È l’entità del nuovo stanziamento annunciato a novembre 2026 per rafforzare l’assistenza domiciliare per le disabilità più severe su tutto il territorio regionale — Mugello e provincia di Firenze compresi. Una cifra concreta, che si traduce in contributi mensili direttamente in tasca alle famiglie.
A chi spettano i contributi e quanto valgono
I fondi sono destinati alle famiglie che si fanno carico quotidianamente dell’assistenza a un proprio familiare con disabilità gravissima. Il meccanismo è quello del contributo economico diretto: tra 900 e 1.200 euro al mese, con l’importo preciso calibrato sulle necessità individuali della persona assistita.
Non si tratta di una cifra simbolica. Per molte famiglie del Mugello — dove i servizi di prossimità sono già messi alla prova dalla conformazione geografica del territorio — poter contare su un sostegno mensile di questa entità può fare la differenza tra riuscire a garantire un’assistenza adeguata a domicilio o essere costretti a soluzioni residenziali spesso lontane da casa.
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L’assistenza domiciliare per persone con disabilità gravissime è da anni uno dei capitoli più delicati del welfare toscano: richiede continuità, professionalità e risorse stabili. Questo intervento prova a rispondere su tutti e tre i fronti.
I 14 milioni distribuiti tra le 28 zone distretto
Il finanziamento complessivo di 14 milioni di euro non verrà erogato in modo centralizzato, ma sarà ripartito tra le 28 zone distretto e Società della Salute presenti sul territorio toscano. Questo significa che anche la Zona Distretto Mugello, che copre i comuni dell’area — da Borgo San Lorenzo a Firenzuola, da Vicchio a Palazzuolo sul Senio — riceverà la propria quota da destinare alle famiglie residenti.
La distribuzione per zone distretto è una scelta precisa: avvicina la gestione dei fondi al territorio, permettendo alle strutture locali di conoscere meglio i bisogni reali delle persone e di indirizzare i contributi in modo più mirato. Per chi vive in un comune montano dell’Alto Mugello, dove raggiungere un centro servizi può già essere un’impresa, avere un riferimento di zona è tutt’altro che un dettaglio burocratico.
Perché questo stanziamento conta per il Mugello
Il territorio mugellano presenta caratteristiche che rendono l’assistenza domiciliare alle persone con disabilità particolarmente strategica. Le distanze, la dispersione abitativa, la carenza di trasporti pubblici capillari: tutto questo rende più difficile — e più costosa — la gestione di una disabilità grave fuori dalle mura di casa. Ogni chilometro in più tra il domicilio e il servizio più vicino è un ostacolo concreto per chi assiste un familiare non autosufficiente.
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In questo contesto, un contributo mensile che aiuti a coprire le spese di un assistente familiare o di altri supporti professionali a domicilio non è un lusso: è spesso l’unico modo per evitare che la cura ricada interamente — e in modo insostenibile — sulle spalle di un singolo caregiver familiare, quasi sempre una donna, quasi sempre senza tutele adeguate.
Come informarsi per accedere al contributo
Per le famiglie che si trovano in questa situazione, il primo passo è rivolgersi alla propria zona distretto di riferimento o alla Società della Salute competente per territorio. Sono questi gli enti che gestiscono localmente la ripartizione dei fondi e che possono fornire informazioni aggiornate sulle modalità di accesso e sulle eventuali liste di attesa.
- Residenti nei comuni del Mugello: Zona Distretto Mugello, con sede a Borgo San Lorenzo.
- Residenti in Valdisieve: riferimento alla zona distretto competente per quell’area.
- Per informazioni generali sul programma regionale: Toscana Notizie, il canale ufficiale della Regione Toscana.
È importante non aspettare: i fondi vengono assegnati progressivamente e i criteri di priorità tengono conto della gravità della situazione, ma anche della tempestività con cui viene presentata la domanda.
Quattordici milioni di euro non risolvono tutto, e nessuno si illude che bastino a coprire l’intero fabbisogno di assistenza domiciliare per disabilità gravissime in Toscana. Ma per le famiglie che ogni giorno affrontano questa realtà — spesso in silenzio, spesso sole — sapere che esiste un sostegno concreto, misurabile in euro sul conto corrente ogni mese, è già qualcosa di molto diverso dal vuoto.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.










