L’avvocato Paola Pantalone è stata audita in videoconferenza dalla Commissione Parlamentare d’Inchiesta sui fatti del Forteto, oggi mercoledi 4 novembre 2026. La deposizione ha ripercorso la complessa vicenda giudiziaria e umana di Domenico Maria Rizzuto, assistito dal legale tra il 2005 e il 2006 mentre si trovava recluso presso il carcere di Sollicciano. Al centro delle dichiarazioni rese ai commissari figurano il quadro degli affidamenti dei minori alla comunità mugellana, l’iter dei procedimenti penali dell’epoca e le istanze presentate dalla difesa per il rintraccio di fascicoli d’indagine difensiva dei quali si erano perse le tracce.
L’origine del mandato difensivo e il contesto di Progetto Futura
Rispondendo alle domande dei parlamentari, l’avvocato Pantalone ha descritto le modalità con cui era entrata in contatto con il Rizzuto. L’incarico, nato inizialmente nell’ambito dei difensori d’ufficio per incidenti di esecuzione relativi a pendenze patrimoniali, si era successivamente trasformato in mandato fiduciario. In quel periodo, Rizzuto operava come responsabile dell’associazione Progetto Futura, struttura dedita alla tutela e al sostegno di soggetti in condizioni di fragilità o marginalità sociale.
Nel corso delle attività dell’associazione si era avvicinata alla struttura Dorina Scozzari, madre dei minori al centro della storica pronuncia della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che aveva condannato l’Italia per le modalità di gestione degli affidi presso la comunità del Forteto. Da quel momento, Rizzuto aveva iniziato a raccogliere atti, testimonianze e documentazione per sostenere le denunce della donna e chiedere l’interruzione definitiva dell’affidamento di minori alla cooperativa agricola.
La perquisizione del 2002 e il nodo dei quattro fascicoli sequestrati
Tra i passaggi centrali dell’audizione, il legale ha ricostruito gli eventi del 2002. In seguito a un’interrogazione parlamentare presentata sulla vicenda, la sede di Progetto Futura fu sottoposta a perquisizione e sequestro da parte delle forze dell’ordine. In quell’occasione, secondo quanto riferito dal Rizzuto e confermato dall’avvocato durante l’audizione, vennero presi in consegna dagli inquirenti quattro fascicoli contenenti indagini difensive ed elementi informativi raccolti autonomamente dall’associazione.
La difesa ha ricordato come, nel corso degli anni successivi, fossero state reiterate più volte le istanze formali per ottenere la restituzione o quantomeno la presa in visione di tali documenti, ritenuti essenziali per far luce sui canali di informazione dell’epoca. Ciononostante, le istanze non hanno mai trovato esito favorevole né riscontro documentale, rendendo di fatto impossibile per la difesa visionarne il contenuto originale o accertarne l’esatta collocazione negli archivi giudiziari.
Le valutazioni sulla struttura della comunità e il quadro delle garanzie
Invitata dai componenti della Commissione a esprimersi sulle diverse teorie investigative fiorite attorno alla vicenda – comprese le ipotesi di contatti con contesti esoterici o settari – l’avvocato Pantalone ha espresso una precisa chiave di lettura tecnica e garantista. Secondo la ricostruzione offerta dal legale di fronte al collegio parlamentare, i fatti emersi e accertati dalle sentenze penali passate in giudicato delineano le dinamiche proprie di un’associazione strutturata per la commissione di reati e per la copertura delle relative responsabilità, piuttosto che contesti legati al satanismo o al misticismo.
La testimonianza si è conclusa con l’auspicio che il lavoro d’inchiesta svolto dalla Commissione parlamentare, attraverso l’analisi dei verbali e il recupero della memoria storica degli atti, possa ricostruire in modo completo la filiera dei controlli amministrativi e giurisdizionali, definendo con chiarezza il quadro delle responsabilità istituzionali e delle omissioni che per un lungo arco temporale hanno segnato la vicenda del Forteto.








