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Mugello Circuit, arrivano le 11 ore di endurance: le auto francesi che si sfideranno questo fine settimana

La Lamera Cup arriva al Mugello con un fine settimana di gare e sfide tecniche. Tra vetture francesi ed equipaggi diversi, ecco cosa attende il circuito toscano.

Due prototipi da endurance affrontano una curva del circuito, immagine simbolo della gara di 11 ore al Mugello.

Il Mugello si prepara a un fine settimana dedicato alle corse automobilistiche, con una manifestazione internazionale pronta a richiamare piloti, squadre e appassionati.

Dal 6 all’8 novembre 2026 l’autodromo di Scarperia e San Piero diventerà il punto d’incontro tra una competizione nata all’estero e uno dei tracciati più impegnativi d’Italia. Le prove sul circuito richiederanno attenzione alla strategia oltre che alle prestazioni, con molte variabili da gestire. Per chi vorrà seguire l’evento, sarà importante verificare programma e accessi prima di mettersi in viaggio.

Dal 6 all’8 novembre la Lamera Cup sbarca al Mugello

Il Mugello Circuit entra nel calendario della Lamera Cup 2026, serie nata in Francia e cresciuta su piste europee tra Francia, Spagna, Belgio e Portogallo. Il tracciato toscano, con i suoi 5.245 metri e 15 curve, è un banco di prova vero per una gara di durata: saliscendi, curve veloci, frenate pesanti e il lungo rettilineo principale, dove le vetture possono scaricare buona parte del loro potenziale.

Al momento, secondo quanto diffuso da Mugello Circuit e dall’organizzazione della Lamera Cup, il programma dettagliato delle sessioni non è ancora stato pubblicato. Anche i biglietti risultano indicati come disponibili prossimamente.

Chi vuole andare in autodromo farà bene a controllare i canali ufficiali prima di partire per Scarperia e San Piero. A novembre, al Mugello, asfalto freddo e meteo incerto possono cambiare parecchio. Soprattutto in una gara endurance.

Motori, assetto e resistenza: perché le Lamera sono fatte per durare

Le protagoniste del fine settimana saranno le Lamera, biposto da competizione costruite per la pista e per gare in cui l’affidabilità vale quanto la prestazione. Sotto il cofano c’è un cinque cilindri in linea da 2,5 litri, capace di erogare 320 CV e 420 Nm di coppia a 6.500 giri al minuto. Ma non è solo una questione di cavalli.

Prototipo da endurance nero in pit lane con due meccanici al lavoro e un pilota con casco, cielo coperto

Preparazione ai box: prototipo endurance e squadra al lavoro prima di una sessione in pista, nel weekend della Lamera Cup al Mugello.

La scheda tecnica parla di telaio tubolare, sospensioni anteriori e posteriori a doppi triangoli, ammortizzatori regolabili a tre vie e servosterzo elettrico. Tutto pensato per mantenere un rendimento costante anche dopo molti giri. L’impianto frenante monta dischi ventilati da 330 millimetri con pinze a quattro pistoncini, mentre le gomme sono Continental SportContact7 in misura 255/30 R19.

Nelle gare di resistenza, lo ripete spesso anche l’organizzazione della serie, a fare la differenza sono i dettagli che il pubblico vede meno: temperature, pressioni, consumo degli pneumatici, ritmo dei piloti nei turni più lunghi. Dal muretto si controlla tutto, giro dopo giro, cronometro alla mano.

Elite, Pro-Am e Gentleman: la gara si vince con strategia e sangue freddo

La Lamera Cup divide gli iscritti in tre categorie: Elite, Pro-Am e Gentleman. Una scelta che permette di mettere in pista equipaggi con esperienza e obiettivi diversi, senza perdere lo spirito della gara endurance. La classe Elite raccoglie i team più competitivi, la Pro-Am unisce piloti con profili differenti, mentre la Gentleman è pensata per chi vive la competizione con un taglio più amatoriale, restando comunque dentro regole e standard tecnici precisi.

Ed è qui che una gara lunga cambia volto rispetto a una sprint. Non basta piazzare un buon tempo al primo giro lanciato: bisogna gestire cambi pilota, traffico, consumi e possibili neutralizzazioni.

“La costanza è tutto”, si sente dire spesso nei paddock delle gare di durata. Al Mugello ancora di più, perché il tracciato non perdona chi arriva lungo in staccata o chiede troppo alle gomme. Le 11 ore di endurance metteranno insieme strategia, meccanica e lucidità, portando il pubblico italiano vicino a una serie francese meno conosciuta dal grande pubblico, ma con una formula semplice e netta: auto uguali, equipaggi diversi, gara lunga. Vince chi sbaglia meno.

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