Camminare per ricordare. È questa l’idea alla base del Percorso della Liberazione, un itinerario storico-escursionistico di 12,5 chilometri che attraversa il territorio di Scarperia e San Piero, collegando San Piero a Sieve a Galliano. Il progetto è stato presentato ufficialmente il 24 ottobre 2026, portando all’attenzione della comunità mugellana un percorso che intreccia paesaggio e memoria, natura e storia della Resistenza locale.
Un percorso della liberazione in 13 tappe tra le colline mugellane
Il cuore del progetto è un tracciato articolato in 13 tappe, ciascuna dedicata ai ricordi e agli eventi dell’estate del 1944, uno dei periodi più drammatici della Seconda guerra mondiale per il Mugello. In quell’estate, il fronte si spostò lentamente verso nord attraverso l’Appennino, lasciando dietro di sé un territorio segnato da violenze, rastrellamenti, atti di resistenza partigiana e sacrifici civili.
Il percorso della liberazione non è un semplice sentiero escursionistico: è una sequenza di luoghi carichi di significato, pensata per chi vuole camminare con consapevolezza, fermandosi a capire cosa è successo in quelle colline più di ottant’anni fa. Ogni tappa rappresenta un frammento di quella memoria collettiva che rischia, con il passare delle generazioni, di affievolirsi.
I 12,5 chilometri complessivi rendono il percorso accessibile a un’utenza ampia: non si tratta di un’impresa alpinistica, ma di un cammino che può essere affrontato in una giornata, con la giusta preparazione e attenzione al dislivello tipico delle colline tra San Piero a Sieve e Galliano.
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Il “lungo agosto” del 1944: perché il Mugello non può dimenticare
L’estate del 1944 fu un momento cruciale per l’intera Toscana. Mentre le truppe alleate avanzavano da sud e i tedeschi si attestavano sulle linee difensive dell’Appennino, il Mugello si trovò in una zona di transizione e combattimento prolungato. Le comunità locali vissero mesi di occupazione, requisizioni, rappresaglie e, allo stesso tempo, di solidarietà e resistenza silenziosa.
Le 13 tappe del percorso sono pensate proprio per raccontare questa complessità: non solo battaglie o episodi eroici, ma anche la quotidianità di chi cercava di sopravvivere, di chi nascondeva perseguitati, di chi scelse di combattere. Un territorio come quello tra San Piero a Sieve e Galliano conserva ancora, nei suoi boschi, nelle sue strade sterrate e nei suoi borghi, tracce visibili e invisibili di quel periodo.
Valorizzare questi luoghi attraverso un percorso della liberazione strutturato significa trasformare la memoria da fatto privato o scolastico a esperienza condivisa e accessibile. È un modo per fare storia camminando, senza bisogno di musei o aule.
La presentazione del 24 ottobre: un punto di partenza, non un traguardo
La data del 24 ottobre 2026 segna la presentazione pubblica del progetto, ma è ragionevole pensare che il percorso sia destinato a diventare un riferimento stabile per escursionisti, scolaresche e appassionati di storia locale. Un itinerario del genere, una volta segnalato e comunicato, può diventare parte integrante dell’offerta culturale e turistica del comune di Scarperia e San Piero.
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Il Mugello ha già dimostrato, con esperienze come la Via degli Dei, che i cammini storici e naturalistici attraggono non solo residenti ma anche visitatori da fuori regione. Un percorso della liberazione dedicato alla memoria della Resistenza locale ha tutte le caratteristiche per inserirsi in questo filone, aggiungendo una dimensione civile e storica che altri itinerari non offrono.
Per chi vuole approfondire il contesto storico della Resistenza in Toscana, l’Istituto storico della Resistenza offre risorse e documentazione utile a comprendere il quadro più ampio in cui si inseriscono episodi come quelli raccontati lungo questo cammino.
San Piero a Sieve e Galliano: due punti uniti da un filo di memoria
San Piero a Sieve è un comune ben conosciuto nel Mugello, punto di riferimento per la viabilità e la vita di comunità della zona. Galliano, destinazione finale del percorso, è una piccola località che porta con sé una storia antica e un paesaggio tipicamente mugellano. Unire questi due luoghi attraverso un cammino dedicato alla Liberazione significa anche riconoscere che la memoria non appartiene solo ai centri maggiori, ma si distribuisce capillarmente sul territorio.
Sono precisamente questi luoghi minori, spesso trascurati dalla storiografia ufficiale, a conservare le testimonianze più autentiche e meno elaborate di ciò che accadde nell’estate del 1944. Il percorso della liberazione ha il merito di portare l’attenzione su questo spazio geografico e umano, restituendogli la dignità che merita.
Chi vive nel Mugello sa che la storia di questo territorio non si legge solo sui libri. A volte basta camminare, tenere gli occhi aperti e sapere dove guardare. Il Percorso della Liberazione, con i suoi 12,5 chilometri e 13 tappe, offre esattamente questo: una guida per farlo nel modo giusto.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.










