L’ospedale del Mugello di Borgo San Lorenzo è stato protagonista di un intervento di grande complessità organizzativa che ha consentito di prelevare quattro organi e rendere possibili tre trapianti, offrendo nuove prospettive di vita a tre persone. Il risultato è stato raggiunto grazie alla generosità dei donatori e delle loro famiglie e al lavoro coordinato dei professionisti sanitari, in stretta collaborazione con il Centro regionale trapianti della Toscana.
I due percorsi di donazione sono stati avviati nel pomeriggio del 5 ottobre e si sono conclusi nella mattinata del giorno successivo, dopo circa 20 ore di attività assistenziale e organizzativa continuativa. Gli organi prelevati sono stati successivamente destinati ai centri trapianto di Pisa e Firenze, dove tre pazienti hanno potuto beneficiare degli interventi.
La gestione pressoché contemporanea delle due procedure ha rappresentato una sfida significativa per una struttura ospedaliera delle dimensioni del presidio mugellano. L’attività ha richiesto un coordinamento costante tra le diverse équipe, la disponibilità prolungata delle sale operatorie e la presenza continuativa del personale coinvolto, con particolare attenzione alla sicurezza delle procedure e al contenimento dei tempi di ischemia degli organi, un fattore essenziale per garantirne la conservazione e l’utilizzabilità ai fini del trapianto.
All’organizzazione hanno partecipato la Terapia intensiva, diretta da Vieri Parrini, il personale infermieristico del blocco operatorio, coordinato da Claudia Polidori, e la direzione sanitaria del presidio, rappresentata da Claudia Capanni con il supporto di Saverio Cecchi.
Nel corso delle lunghe ore di attività si sono alternati gli anestesisti Francesca Striccoli, Rachele Gaddi e Melis Acar Gimez. Un ruolo centrale è stato svolto anche dal Coordinamento ospedaliero procurement (Cop), con Maria Chiara Perruccio e gli infermieri Selenia Ceccotti, Jacopo Frangini e Valeria Caprilli. L’intero processo è stato seguito in collaborazione con il Centro regionale trapianti della Toscana, che ha contribuito al coordinamento della rete di donazione e trapianto.
L’esperienza ha dimostrato la capacità del presidio di Borgo San Lorenzo di gestire contemporaneamente procedure complesse e strettamente dipendenti dai tempi, garantendo continuità assistenziale e collaborazione tra le diverse professionalità sanitarie.
«Un risultato che testimonia non soltanto l’elevata professionalità e la capacità di collaborazione degli operatori sanitari, ma anche l’efficacia della rete di donazione e trapianto, capace di affrontare situazioni di particolare complessità organizzativa anche negli ospedali di dimensioni più contenute», ha dichiarato Daniele Cultrera, coordinatore dell’Area vasta Centro per il procurement di organi e tessuti.
La vicenda, comunicata il 22 ottobre 2026, mette in evidenza il valore della collaborazione tra ospedali, équipe specialistiche e strutture regionali. Al centro restano la generosità dei donatori e delle loro famiglie, che ha reso possibile il percorso, e il contributo dei professionisti che hanno lavorato per trasformare la donazione in un’opportunità concreta di cura per tre pazienti.










