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Legna o pellet? Quanto costa davvero scaldare una casa in Appennino questo inverno

Con il freddo alle porte, tra fine ottobre e novembre 2026, nel Mugello si torna a fare i conti con pellet, legna e gas.

Legna e pellet pronti sotto il portico di una casa in collina, simbolo delle scelte per il riscaldamento invernale nel Mugello.

Succede nelle case di Borgo San Lorenzo, Firenzuola, Marradi e nelle frazioni più alte, dove l’inverno si sente davvero e la scelta del combustibile può pesare sul bilancio familiare per alcune centinaia di euro. Non basta guardare il prezzo del sacco o del quintale. Contano la resa, la qualità e anche il momento in cui si compra. Lo dicono anche diversi rivenditori della zona: “Chi aspetta le prime gelate spesso trova meno scelta e prezzi più rigidi”.

A preoccupare di più, oggi, è il pellet, tornato su prezzi più alti rispetto allo scorso anno. Secondo le rilevazioni di AIEL, l’associazione italiana energie agroforestali, il pellet certificato viaggia intorno ai 7 euro per sacco da 15 chili, con un rincaro di circa il 30% in un anno.

Nel settembre 2025 il prezzo medio nazionale del pellet ENplus A1 era indicato intorno a 5,68 euro a sacco. Ora, tra negozi e offerte online, la fascia più comune va dai 6 ai 9 euro, cioè circa 0,40-0,61 euro al chilo. Sul singolo sacco la differenza può sembrare poca cosa.

Ma a fine stagione il conto cambia: una casa in collina che consuma tra 70 e 100 sacchi può spendere da circa 450 euro a oltre 800 euro, in base alla marca, alla certificazione e al periodo d’acquisto. Due euro in più a sacco, su cento sacchi, fanno 200 euro. E non sono pochi, soprattutto dove la stufa è ancora il cuore del riscaldamento.

Legna da ardere: prezzo più stabile, ma contano qualità e stagionatura

La legna da ardere ha avuto un andamento più contenuto, anche se parlare di prezzo fermo sarebbe troppo semplice. L’indice Istat che tiene insieme legna e pellet segna a settembre 2026 un aumento del 9,7% rispetto all’anno precedente, ben lontano però dal salto registrato dal solo pellet.

Uomo apre un sacco di pellet accanto a una stufa accesa, con catasta di legna e colline fredde fuori dalla finestra
In una casa di campagna, pellet e legna accanto alla stufa: la scelta del combustibile che pesa sui costi invernali in Mugello.

Le stime di mercato più recenti mettono la legna intorno ai 18-22 euro al quintale, con un costo indicativo di 60-67 euro per MWh, contro circa 99 euro per MWh del pellet certificato. In concreto: una famiglia che prevede di consumare 50 quintali di legna, pagandola 22 euro al quintale, arriva a circa 1.100 euro per il solo combustibile.

Una cifra importante, certo, ma spesso riguarda case grandi, poco isolate o riscaldate quasi solo con stufe, camini e termocucine. Poi c’è un aspetto molto mugellano: chi ha un piccolo bosco, o conosce qualcuno che taglia in zona, può spendere meno. A patto però di accettare legna da stagionare, quindi tempi più lunghi e più lavoro da fare in casa.

Metano e gasolio, il vero costo per scaldare casa

Per molte famiglie il riferimento resta il metano. Secondo i dati disponibili per il mercato tutelato, il prezzo del gas è salito a 0,843182 euro al metro cubo il 19 ottobre 2026, un livello che continua a farsi sentire in bolletta nei mesi freddi. Anche dopo i rincari, secondo AIEL, il pellet resta circa il 13% meno caro del metano e costa circa la metà rispetto al gasolio.

La legna, invece, si conferma la fonte più economica per unità di calore. Ma il prezzo esposto non racconta tutto. Una legna troppo umida scalda meno, fa più fumo e sporca la canna fumaria. Un pellet non certificato può sembrare conveniente all’inizio, ma lasciare più residui nel braciere e far rendere meno la stufa.

“Il risparmio vero si vede a fine inverno, non al momento del bancale”, ha spiegato un tecnico del settore sentito in zona. Una frase semplice, ma centrata: il costo reale è il calore che arriva nelle stanze, non solo quello scritto sullo scontrino.

Bancali, boschi e termocucine: le strategie mugellane contro il caro energia

Nel Mugello, come spesso accade nelle aree interne, contro il caro energia ci si muove con scelte pratiche. C’è chi compra il bancale di pellet a settembre, magari dividendolo con un vicino per strappare un prezzo migliore. C’è chi alterna stufa a pellet e camino. E c’è chi tiene accesa la vecchia termocucina nelle giornate più fredde, soprattutto nelle case sopra i 500 metri.

A Firenzuola e nelle frazioni verso l’Appennino, raccontano alcuni residenti, non è raro vedere cortili già pieni di ciocchi tagliati, coperti con teli e lasciati respirare. Una scena normale, quasi di casa. Ma dietro c’è un conto preciso: non dipendere da un solo combustibile.

Dopo anni di rincari e oscillazioni, molte famiglie hanno imparato a comprare prima, controllare la certificazione del pellet ENplus, verificare l’umidità della legna e programmare la pulizia della canna fumaria. Alla fine, tra pellet, legna e gas, non esiste una risposta valida per tutti: dipende dalla casa, dall’impianto, dallo spazio disponibile e dal tempo che si può dedicare al riscaldamento. In Mugello, anche quest’anno, il risparmio passa da qui.

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