La redazione di OKMugello avvia da oggi, all’interno della sezione Magazine, un ciclo di approfondimenti dedicati ai lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria Covid-19. Sebbene le vicende istituzionali romane non riguardino direttamente la cronaca locale del nostro territorio, riteniamo doveroso offrire ai lettori una rilettura critica dei fatti a fronte delle numerose contraddizioni emerse dopo il lockdown: dalle forniture di mascherine rimaste inutilizzate alle inchieste su presunte corruttele, fino alle controverse indicazioni sulla “tachipirina e vigile attesa”, rivelatesi nel tempo inefficaci e dannose rispetto all’evoluzione clinica dell’infezione.
L’audizione dell’ex ministro Speranza a Palazzo San Macuto
Il punto di partenza di questa inchiesta è l’audizione svoltasi a Palazzo San Macuto davanti alla Commissione presieduta dal senatore Marco Lisei. L’ex ministro della Salute Roberto Speranza ha difeso l’operato del proprio dicastero e del governo, affermando di aver agito con disciplina e onore in un contesto privo di manuali d’istruzione preconfezionati. L’ex esponente di governo ha sostenuto che tutte le decisioni siano state prese su base scientifica e ha respinto le critiche avanzate dai parlamentari di maggioranza, liquidando i rilievi sulla gestione dell’emergenza e sui protocolli come strumentalizzazioni politiche.
La testimonianza del medico Mastrorilli: “Migliaia di pazienti curati a casa”
Alle dichiarazioni dell’ex ministro ha risposto con toni durissimi il dottor Massimiliano Mastrorilli, medico impegnato in prima linea durante la pandemia all’interno della rete delle terapie domiciliari precoci. Mastrorilli ha affidato a un lungo intervento pubblico la propria testimonianza sul campo, ricordando di aver assistito migliaia di pazienti in Italia e all’estero, anche con visite a domicilio, senza registrare alcun decesso. Il medico ha evidenziato come il gruppo di professionisti e volontari coordinati sotto il Giuramento di Ippocrate avesse presentato al ministero oltre 100.000 casi documentati di persone guarite con cure tempestive, senza tuttavia ottenere alcun ascolto dalle istituzioni dell’epoca.
La critica ai protocolli e la medicina del territorio
Nel suo intervento, Mastrorilli ha smontato la tesi dell’assenza di un manuale clinico, evidenziando come i principi della fisiopatologia insegnino da sempre a non lasciare incustodita un’infezione respiratoria. Secondo la ricostruzione del medico, la circolare ministeriale ha bloccato la medicina territoriale: somministrare paracetamolo invece di antinfiammatori ha lasciato progredire il virus verso la tempesta infiammatoria e la polmonite interstiziale, portando al collasso degli ospedali. Mastrorilli ha inoltre denunciato le pressioni e le minacce di sanzioni disciplinari subite dai medici che cercavano di applicare cure precoci sul territorio, ribadendo che la libertà di cura e la responsabilità verso i pazienti non possono essere sostituite da una direttiva burocratica.









