Mugello

Le nuove frontiere della psicologia nel trattamento del disagio

Le nuove frontiere della psicologia nel trattamento del disagio

Pubblichiamo di seguito un’intervista al dott. Loris Pinzani, nostro collaboratore, che ha condotto lo studio su un metodo di cura esposto anche nella Conferenza del 16 febbraio. Occasione nella quale sono state esposte le tematiche per il trattamento del disagio mentale nelle sue diverse manifestazioni, dalla depressione agli attacchi di panico ed altro ancora. Lo studioso che ha allestito la ricerca sulla Psicoterapia Anevrotica risponde alle domande dopo la Conferenza Stampa tenuta all’Ordine dei Medici.

Come è nata questa sua ipotesi di ricerca?

È nata dalla necessità di ripristinare le funzioni relazionali durante la terapia in soggetti affetti da nevrosi e con grave difficoltà relazionale. È stato in quel contesto che si è tentato con ogni mezzo di ripristinare le attività fondamentali dell’individuo ed in esse l’associazione con la realtà che era andata perduta nel corso del tempo. L’inizio degli interventi è stato incerto, ma procedendo ci si è resi conto che i risultati portavano in una certa direzione e che essa poteva essere rilevata a livello di onde elettromagnetiche emesse nel corso dell’attività del cervello. Effettivamente la stessa variazione si rileva anche a livello di altri indicatori bioelettrici, ma quello dell’elettroencefalografia è risultato l’indice più potente.

Quali sono i tratti essenziali della scoperta?

In sostanza possiamo dire che i dati attuali lasciano supporre che si sia di fronte alla possibilità di agire sull’impianto basale della personalità e tramite questo si sia in grado di consentire la remissione dei sintomi del malessere in ambito di alcune tra le nevrosi più comuni. I pazienti trattati nel disegno sperimentale hanno avuto ottimo riscontro.

Quali sono le percentuali di guarigione con l’uso della psicoterapia anevrotica?

La risposta positiva riscontrata riguarda un miglioramento sostanziale praticamente di tutti i pazienti sottoposti al trattamento.

Cosa cambia adesso nella cura psicologica?

Quello che sarà la variazione del processo terapeutico è ancora da valutare. Certo è che ogni variazione richiede ulteriore verifica. Gli individui sono sia simili nelle risposte che diversi nelle motivazioni del comportamento, per questo ogni psicoterapia ha la sua storia ed il suo sviluppo. È veramente complesso affermare a priori quali saranno i prossimi argomenti da trattare allo scopo di tracciare le linee guida e di generalizzare la procedura, tuttavia direi che dobbiamo procedere su due fronti, uno è quello della soluzione del malessere, l’altro quello della valorizzazione dei punti di forza che sono presenti in ogni essere umano.

Come progredirà la psicologia clinica dopo questo periodo della sua storia?

Si profila un periodo di attenzione verso l’essere umano da considerare nella sua totalità, probabilmente distante da aspetti eminentemente meccanicistici, gestiti tramite il solo “apprendimento” delle condizioni di benessere. Credo sia necessaria un’attenzione rivolta all’uomo nel rispetto della sua unicità e della sua straordinaria capacità di vivere le emozioni. L’uomo è tale perchè ogni istante della sua esistenza è scandito dai moti della sua mente.  

Un’ultima domanda, quanto è difficile accostarsi e sottoporsi alla psicoterapia anevrotica? Si tratta di una cura a cui tutti i portatori di disagio possono sottoporsi oppure sono necessarie caratteristiche e doti particolari?

Chiunque può sottoporsi alla psicoterapia anevrotica così come a qualunque altra attività psicoterapeutica. La psicoterapia nasce per dare equilibrio alla vita di ognuno consentendo la conoscenza di sé. Nasce dagli uomini ed è fatta per gli uomini. Qualunque sia la loro condizione di partenza; unica condizione quella della perseveranza nel sottoporsi alla cura. I risultati arrivano.

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