Mugello

Il Galateo ha radici mugellane? Giovanni Della Casa e la valle delle buone maniere

Il Galateo potrebbe avere un legame sorprendente con il Mugello e le colline di Borgo San Lorenzo. La storia di Giovanni Della Casa rivela origini contese e curiosità sulle buone maniere.

Villa rinascimentale sulle colline del Mugello, terra d’origine di Giovanni Della Casa - Okmugello.it

Il Galateo potrebbe avere radici nel Mugello grazie alla storia di Giovanni Della Casa, ma il legame tra la valle e il celebre trattato è più complesso.

Dietro una parola che ancora oggi associamo alle buone maniere si nasconde una vicenda che attraversa secoli di storia italiana. Le origini di Giovanni Della Casa conducono anche alle colline di Borgo San Lorenzo, mentre la nascita della sua opera più famosa racconta un percorso diverso. È proprio questa distinzione a rendere interessante il legame con il Mugello.

Le origini contese tra Firenze e Villa La Casa a Borgo San Lorenzo

Le biografie di Giovanni Della Casa indicano come luogo di nascita Firenze oppure Borgo San Lorenzo. La tradizione locale, però, lo vuole nato il 28 giugno 1503 a Villa La Casa, residenza di campagna della famiglia, in località Mucciano. La villa esiste ancora, sulle colline del Mugello, oggi dentro una struttura ricettiva.

Poco lontano, a Vespignano, c’è anche la casa natale di Giotto, un altro nome pesante nella memoria culturale della valle. Della Casa veniva da una famiglia fiorentina benestante e il suo legame con quella campagna fu soprattutto di origine, più che di lunga permanenza.

Da giovane lasciò presto l’ambiente rurale per studiare tra Bologna e Firenze, poi si spostò a Roma, dove avviò una carriera ecclesiastica destinata a portarlo nei palazzi del potere.

La carriera ecclesiastica, Venezia e le ombre che fermarono la porpora

Nel 1544 Della Casa fu nominato arcivescovo di Benevento, anche se non visse stabilmente nella diocesi. Negli stessi anni fu nunzio apostolico a Venezia, incarico delicato in una stagione segnata dalle tensioni religiose della Riforma. Ebbe un ruolo nei procedimenti contro l’eresia e il caso più noto riguarda Pier Paolo Vergerio, vescovo di Capodistria, che dopo le accuse lasciò l’Italia.

Antico studio rinascimentale con manoscritti e libri che richiamano il celebre G

Antico studio rinascimentale con manoscritti e libri che richiamano il celebre Galateo – Okmugello.it

Vergerio reagì con un pamphlet durissimo, attaccando anche la condotta morale del futuro autore del Galateo: da giovane, Della Casa aveva scritto versi licenziosi, poco adatti all’immagine di un prelato severo. Secondo diversi studiosi, quelle polemiche pesarono sulla sua ascesa.

Nel 1555 papa Paolo IV lo richiamò a Roma come segretario di Stato, ma non lo fece cardinale. Per Della Casa fu una delusione forte, raccontano le fonti. La porpora, alla fine, non arrivò.

Il trattato nato a Nervesa che trasformò un nome proprio in sinonimo di buone maniere

Il punto decisivo è questo: il Galateo non fu scritto in Mugello. Dopo la nunziatura veneziana, Giovanni Della Casa si ritirò nel Trevigiano e si ritiene che abbia composto il trattato nell’abbazia di Nervesa, edificio poi ridotto a rovine dai bombardamenti.

Il titolo era un omaggio a Galeazzo Florimonte, vescovo di Sessa, che gli avrebbe suggerito l’opera: il suo nome latinizzato, Galatheus, diventò così il nome del libro. Pubblicato nel 1558, dopo la morte dell’autore, il testo circolò rapidamente in Europa e trasformò un nome proprio in sinonimo di educazione, misura e convivenza civile.

Riletto oggi, conserva passaggi molto concreti: non annusare il cibo nel piatto degli altri, non guardare il fazzoletto dopo essersi soffiati il naso, non interrompere chi sta parlando. Alcune regole fanno sorridere, altre restano attuali perché girano attorno a un’idea semplice: non mettere a disagio chi ci sta vicino. Così, ogni volta che qualcuno invita a rispettare il galateo, richiama senza saperlo anche una storia cominciata tra una villa, un cognome e le colline della Sieve.

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