Dalla Marzocco di Scarperia, si espande in tutta la Toscana la protesta dei lavoratori contro il carovita e l’assenza di una contrattualità in grado di poter resistere all’inflazione. Perchè oggi vivere con un contratto da lavoratore dipendente è una forma d’arte estrema, paragonabile al funambolismo, ma senza rete di sicurezza, anzi, al posto della rete ci sono lunghi e appuntiti spuntoni di ferro.
Mentre i rinnovi contrattuali sono fermi ai tempi in cui Alba Parietti era ancora “plastic-free”, le tariffe di luce e gas viaggiano a velocità supersonica verso l’infinito e, al supermercato, per avvicinarti al banco macelleria devi accendere un mutuo. Accendere una lampadina in salotto è ormai diventato un lusso che richiede una seria pianificazione finanziaria, tanto che le cene a lume di candela non sono più un romantico momento di intimità, ma una strategia di buon senso per sopravvivere.
Nel frattempo, l’inflazione galoppa indisturbata e gli stipendi rimangono rigorosamente pietrificati, costringendo milioni di persone a sviluppare superpoteri mistici per far quadrare i conti. Si viaggia così verso il futuro con la certezza che l’unico elemento davvero rinnovabile, sia l’incazzatura dei lavoratori.








