Anche in Mugello la scienza ha fatto miracoli: l’aspettativa di vita è passata da 70 a oltre 80 anni. Una notizia stupenda per noi e per i nostri cari, un po’ meno per i dirigenti dell’INPS. Per lo Stato, infatti, superare gli ottanta non è un traguardo biologico, ma un vile attacco alle casse pubbliche.
L’Istituto di Previdenza Sociale era stato progettato su un calcolo matematico perfetto e spietato: versi i contributi, vai in pensione a 67 anni, ti godi al massimo tre anni a rimproverare i cantieri e poi ti lasci cadere tra le braccia della nera signora con la falce. E invece no, la medicina ha rovinato i piani introducendo gli ottantenni iperattivi.
Anziani arzilli che non solo non mollano la presa, ma si iscrivono a maratone, corsi di zumba e tornei di padel.
Ormai l’INPS non manda più i controlli per le finte invalidità, manda i cecchini per abbassare la media, perché ormai la nera Signora con la falce non riesce più a star dietro alle camminate veloci di ottuagenari con cuffiette alle orecchie e contapassi nel marsupio.









