Con l’arrivo di dicembre, il cielo del Mugello torna a offrire uno spettacolo capace di richiamare chi ama osservare le stelle lontano dalle luci.
Le Geminidi 2026 sono tra gli appuntamenti più attesi dell’inverno, ma scegliere un punto di osservazione adatto richiede qualche attenzione in più rispetto alle serate estive. Tra valichi appenninici e zone collinari, la visibilità può cambiare molto anche percorrendo pochi chilometri, soprattutto quando il meteo non collabora. Per godersi le meteore senza inconvenienti servono buio, condizioni favorevoli e prudenza, oltre a conoscere le ore migliori per alzare gli occhi al cielo.
Geminidi 2026, il picco tra 13 e 14 dicembre: quando guardare il cielo
Le Geminidi 2026 saranno attive dal 4 al 17 dicembre, ma la notte da segnare è quella tra domenica 13 e lunedì 14 dicembre, quando è previsto il massimo. In un cielo davvero scuro, lontano dalle luci dei centri abitati, questo sciame può anche superare il centinaio di meteore all’ora. Nel Mugello, tra colline e campagne con qualche luce all’orizzonte, è più prudente aspettarsi qualche decina di scie.
La Luna, stavolta, non rovinerà la scena: sarà una sottile falce crescente e tramonterà presto, lasciando buona parte della notte al buio. Il radiante, cioè il punto da cui le meteore sembrano partire, si trova nella costellazione dei Gemelli. Sale dopo il tramonto e arriva nella posizione migliore verso le 2 di notte. Si può cominciare a osservare già dopo cena, ma le ore centrali restano quelle più interessanti.
Una curiosità per chi vuole saperne di più: le Geminidi non arrivano da una cometa, come accade per molti altri sciami, ma dall’asteroide 3200 Phaethon. Spesso lasciano scie lente, luminose, a volte anche con leggere sfumature di colore.
Dalla Futa a Monte Senario: dove fermarsi nel Mugello senza rischiare
Nel Mugello, scegliere il posto giusto conta quasi quanto trovare il cielo limpido. A dicembre non basta allontanarsi dalle luci: bisogna anche arrivare e tornare in sicurezza. Il Passo della Futa, lungo la statale 65, resta una delle mete più pratiche. Ha spazi aperti, poca illuminazione e una strada importante di collegamento, anche se di notte prudenza e gomme adatte non sono affatto dettagli.

Una postazione d’osservazione invernale sulle colline del Mugello mentre alcune meteore attraversano il cielo notturno.
Più defilata la Colla di Casaglia, sopra Borgo San Lorenzo, sulla strada per Marradi: il buio può essere molto buono, ma con il gelo la carreggiata va affrontata con attenzione. Verso est, il Passo del Muraglione, sopra San Godenzo, offre un orizzonte largo e poche luci intorno. Chi invece vuole restare più vicino a Firenze può salire a Monte Senario, nel comune di Vaglia, dove il piazzale e la vista sulla valle rendono l’osservazione più comoda.
Prima di mettersi in macchina è bene controllare eventuali ordinanze, chiusure locali e condizioni delle strade. Da metà novembre, su molte strade di montagna, sono obbligatori pneumatici invernali o catene a bordo.
Freddo, strade e telefoni: cosa portare prima di partire
Sui valichi del Mugello, nelle notti di dicembre, la temperatura può scendere sotto zero senza che ce ne si accorga subito. Chi sale per vedere le stelle cadenti di dicembre farebbe bene a vestirsi a strati: cappello, guanti, calze pesanti e scarpe adatte al freddo. Una sdraio reclinabile, una coperta o un sacco a pelo possono cambiare la serata. Restare in piedi con la testa all’indietro, dopo pochi minuti, diventa scomodo. Utile anche un thermos con una bevanda calda, più di quanto si pensi.
Gli occhi hanno bisogno di circa venti minuti per abituarsi al buio, e ogni occhiata allo schermo del telefono rischia di far perdere l’adattamento. Se bisogna illuminare lo zaino o leggere una mappa, meglio usare una torcia rossa.
Il vero giudice, però, resta il meteo: con il cielo coperto non si vede nulla. Se la notte del 13 dicembre fosse nuvolosa, conviene riprovare quella successiva, quando l’attività delle Geminidi sarà ancora buona. Le Ursidi del 21-22 dicembre, invece, nel 2026 saranno disturbate dalla Luna piena del 24, che coprirà molte scie più deboli.










