Le vicende legate al Forteto tornano al centro del dibattito politico in Toscana, riaccendendo polemiche e tensioni all’interno del Consiglio regionale. La discussione si è sviluppata in occasione della nomina del nuovo Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, incarico per il quale era stata avanzata l’autocandidatura dell’ex presidente del Tribunale dei Minori Giuseppe Trovato. Durante il confronto in aula sono emerse posizioni fortemente contrapposte, con richiami al passato della comunità del Forteto e ai rapporti intercorsi tra alcuni protagonisti istituzionali e la struttura al centro di una delle pagine più controverse della storia toscana recente.
A sollevare la questione è stato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Matteo Zoppini, che ha ricordato alcuni episodi legati alla figura di Trovato, tra cui provvedimenti adottati durante il suo incarico e presunte frequentazioni con esponenti del Forteto. Zoppini ha inoltre richiamato la presenza dell’ex magistrato a una festa di compleanno insieme a Rodolfo Fiesoli, fondatore della comunità. Le dichiarazioni del consigliere hanno provocato la reazione del capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra Lorenzo Falchi, sostenitore della candidatura di Trovato, che ha ipotizzato una possibile azione legale nei confronti di Zoppini.
Il consigliere di Fratelli d’Italia ha replicato sostenendo che eventuali querele non rappresenterebbero un ostacolo alla volontà di continuare a fare luce sulle responsabilità e sulle relazioni legate alla vicenda del Forteto. Zoppini ha ribadito la necessità di mantenere alta l’attenzione politica e istituzionale su una storia che continua a suscitare indignazione nell’opinione pubblica, sottolineando il rispetto dovuto alle vittime degli abusi consumati nella comunità.
Nel suo intervento, il consigliere ha inoltre criticato la scelta di proporre Trovato per un incarico ritenuto particolarmente delicato, definendo la candidatura inopportuna alla luce delle polemiche emerse nel corso degli anni. Secondo Zoppini, la mancata nomina dell’ex magistrato non cancellerebbe comunque il significato politico di una vicenda che continua a riaprire ferite profonde nel dibattito regionale. Il caso Forteto si conferma così un tema ancora fortemente divisivo in Toscana, capace di influenzare il confronto politico e istituzionale anche a distanza di anni dagli eventi giudiziari che hanno coinvolto la comunità.












