Tra le colline del Mugello, alcune Ferrari hanno incontrato per la prima volta il pubblico, trasformando un circuito toscano in un luogo speciale per gli appassionati.
L’autodromo del Mugello custodisce storie di anteprime e momenti che hanno segnato il rapporto con Maranello. Dalle Finali Mondiali Ferrari ai modelli più esclusivi, le sorprese non sono mancate. Alcune di queste presentazioni storiche hanno lasciato un ricordo particolare tra i tifosi.
Dal 1988 alle Finali Mondiali: così il Mugello è diventato la casa del Cavallino
Il rapporto tra Ferrari e Mugello parte nel 1988, quando la casa di Maranello diventa proprietaria dell’autodromo. Da allora il circuito cambia ruolo: non più soltanto pista per test e attività sportive, ma luogo di incontro, festa e memoria.
Dal 1993 ospita le Finali Mondiali Ferrari, l’evento che chiude la stagione del Ferrari Challenge e porta in Toscana clienti, piloti, collezionisti e tifosi da diversi Paesi. In quei giorni il paddock si trasforma: camion ufficiali, hospitality, monoposto storiche, meccanici al lavoro fin dal mattino. “Al Mugello si respira Ferrari anche quando le auto sono ferme”, ripetono spesso gli addetti ai lavori. Una frase semplice, ma rende bene l’idea.
Nessun altro circuito ha accolto le Finali così tante volte. E per il Cavallino non è un dettaglio: il Mugello è diventato, di fatto, un palcoscenico di famiglia.
F12tdf, FXX-K Evo e Daytona SP3: le anteprime che hanno lasciato il segno
Tra le presentazioni più ricordate c’è quella del 2015, quando il pubblico del Mugello vide da vicino la Ferrari F12tdf e le versioni da gara della 488 GTB, la 488 GT3 e la 488 GTE, pensate per i campionati Gran Turismo.
Nel 2017, con le celebrazioni per i settant’anni del marchio, il circuito diventò quasi un museo a cielo aperto: monoposto di Formula 1 nel paddock e circa 40 mila presenze nel fine settimana, secondo le stime diffuse in quell’edizione. La domenica mattina fu il momento della FXX-K Evo, versione ancora più estrema della FXX-K, con la pinna centrale, l’ala posteriore ridisegnata e grandi diffusori. Pochi esemplari, destinati ai programmi clienti, con la possibilità per alcuni proprietari di aggiornare la vettura alle nuove specifiche.

Presentazione di una nuova Ferrari durante le Finali Mondiali al Mugello – Okmugello.it
Nel 2021 arrivò invece la Daytona SP3, terza auto della serie Icona, nata per celebrare la tripletta Ferrari alla 24 Ore di Daytona del 1967. Sul rettilineo sfilò accanto alle vetture che l’avevano ispirata: due 330 P4 e una 412P. Sotto la carrozzeria, un V12 aspirato da 6,5 litri e 840 cavalli. Un suono netto, pulito, quasi d’altri tempi.
Dalla 499P Modificata alla F76 digitale: il cambio di passo verso Barcellona 2026
L’edizione 2023 delle Finali Mondiali al Mugello ha segnato un passaggio più legato alle attività in pista per i clienti. Ferrari presentò la 296 Challenge, nona vettura nella storia del monomarca, e la 499P Modificata, nata dalla hypercar impegnata nel Mondiale Endurance ma pensata per un uso non agonistico in circuito, riservato a una clientela selezionata. Il debutto dinamico arrivò poi nel marzo 2024.
Più insolita, invece, l’anteprima dell’anno scorso: durante la cena di gala delle Finali Mondiali 2025, sempre al Mugello, venne mostrata la Ferrari F76, prima auto del Cavallino pensata soltanto per il mondo digitale, sotto forma di NFT. Una scelta che ha fatto discutere, soprattutto tra gli appassionati più tradizionali.
Nella stessa serata fu annunciata anche la sede successiva: le Finali Mondiali Ferrari 2026 si terranno al Circuit de Barcelona-Catalunya, dal 17 al 23 novembre. Per il Mugello sarà un novembre diverso. Le novità di Maranello, almeno quest’anno, passeranno dalla Spagna. La pista toscana, però, resterà una delle case operative e sentimentali del Cavallino.









