Il Teatro Giotto di Vicchio si prepara a vivere una delle stagioni più ricche degli ultimi anni. La programmazione 2026-27, organizzata in collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo e il Comune di Vicchio, mette in cartellone nove appuntamenti con nomi di primo piano del teatro italiano, capaci di attrarre pubblico non solo dall’Alto Mugello ma da tutta la provincia fiorentina. Chi vuole assicurarsi un posto in prima fila — o semplicemente risparmiare rispetto al biglietto singolo — ha già una data cerchiata in rosso: il 2 novembre 2026 parte la campagna abbonamenti per la stagione del teatro Giotto di Vicchio.
Il sipario si alza il 13 novembre con Pinter e due grandi interpreti
Ad aprire la stagione, venerdì 13 novembre 2026, sarà L’amante, tratto dal testo di Harold Pinter e diretto da Veronica Cruciani. Sul palco saliranno Amanda Sandrelli e Giulio Scarpati, due protagonisti assoluti del teatro e della televisione italiana. La scelta di Pinter per l’apertura non è casuale: il drammaturgo britannico, premio Nobel per la letteratura, è autore di testi densi, capaci di mettere in scena i silenzi e le tensioni che si nascondono dentro le relazioni quotidiane. L’amante è uno dei suoi lavori più affilati, e affidarsi a Sandrelli e Scarpati per portarlo a Vicchio significa puntare subito in alto.
Per un teatro di paese — nel senso più nobile del termine — proporre un allestimento del genere nella serata inaugurale è un segnale chiaro: la stagione 2026-27 non vuole essere una rassegna di secondo livello, ma un programma che regge il confronto con i cartelloni delle città.
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Dicembre e febbraio: dalla comicità all’intelligenza artificiale
L’11 dicembre tocca a Beatrice Schiros, in scena con METAFORICAMENTE SCHIROS. Un titolo che già anticipa il registro: ironia, gioco linguistico, uno spettacolo costruito attorno alla personalità di un’artista che sa muoversi con disinvoltura tra comicità e riflessione.
Il 10 febbraio, invece, il Giotto affronta un tema quanto mai attuale con ALGORITMO: LUI E L’AI, portato in scena da Raffaello Tullo e Martina Salvatore. Il rapporto tra esseri umani e intelligenza artificiale, raccontato attraverso la forma teatrale: una scommessa interessante, soprattutto per un pubblico che nella vita quotidiana — al lavoro, a casa, perfino nelle scuole — si confronta già con questi strumenti senza sempre avere gli strumenti per capirli davvero.
Una compagnia d’eccezione per tutto il resto della stagione
Oltre agli spettacoli già citati, il programma completo della stagione del teatro Giotto di Vicchio vede in cartellone altri nomi di rilievo. Tra i protagonisti annunciati figurano Paolo Hendel, uno dei volti più riconoscibili della comicità toscana e nazionale; Lucia Vasini; Stefano Fresi, attore tra i più apprezzati del panorama italiano; Giorgio Marchesi; Simonetta Solder; Alessandro Riccio e Lara Gallo.
Una lista che copre registri diversi — comico, drammatico, sperimentale — e che garantisce varietà lungo l’arco di tutta la stagione. Non un cartellone costruito attorno a un solo genere, ma una proposta pensata per intercettare gusti e sensibilità differenti, senza rinunciare alla qualità.
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Come funziona la campagna abbonamenti dal 2 novembre
La campagna abbonamenti per la stagione 2026-27 del teatro Giotto di Vicchio prende il via il 2 novembre 2026. Abbonarsi rimane la scelta più conveniente per chi intende seguire più di uno o due spettacoli: garantisce il posto assegnato, evita code dell’ultimo momento e — di solito — comporta un risparmio rispetto all’acquisto dei biglietti singoli.
Per chi non conosce ancora il Giotto, vale la pena sapere che si tratta di un teatro di comunità nel senso più autentico: piccolo quanto basta per creare un rapporto diretto tra pubblico e scena, abbastanza attrezzato da ospitare produzioni di livello nazionale. Il tutto a pochi chilometri da Borgo San Lorenzo, facilmente raggiungibile anche per chi arriva dalla Valdisieve o dai comuni limitrofi. Per informazioni aggiornate su modalità e costi degli abbonamenti è possibile consultare il sito della Fondazione Toscana Spettacolo.
Perché questa stagione conta per il Mugello
In un territorio dove l’offerta culturale è spesso concentrata nei centri maggiori, il teatro Giotto di Vicchio rappresenta qualcosa di concreto: la possibilità di vedere teatro di qualità senza dover necessariamente scendere a Firenze. Nove spettacoli distribuiti tra novembre e la primavera, con nomi che farebbero bella figura in qualsiasi stagione cittadina.
La stagione 2026-27 del teatro Giotto di Vicchio è, in questo senso, anche una risposta a chi pensa che la cultura di qualità non possa arrivare in Alta Mugello. Il programma dice il contrario, e il 13 novembre lo dimostrerà dal vivo.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.










