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Sinner a Roma, lusso e divieti: ecco cosa non puoi fare se lo incontri

A Roma, in questi giorni, non si parla soltanto degli Internazionali d’Italia. Attorno a Jannik Sinner si è creato un clima quasi irreale, fatto di atteseSuite da migliaia di euro e comfort da capi di Stato (www.okmugello.it)

Tra privacy blindata e richieste molto precise, il soggiorno romano di Jannik Sinner racconta il livello di attenzione che lo circonda oggi.

A Roma, in questi giorni, non si parla soltanto degli Internazionali d’Italia. Attorno a Jannik Sinner si è creato un clima quasi irreale, fatto di attese, curiosità e un’attenzione continua che ormai segue ogni suo movimento. Anche per questo il campione altoatesino avrebbe scelto una delle strutture più esclusive della Capitale per affrontare il torneo lontano dal caos.

Il tennista alloggia infatti al celebre Rome Cavalieri, hotel simbolo del lusso romano situato sulla collina di Monte Mario, a pochi minuti dal Foro Italico. Una scelta che non sorprende, considerando il momento della carriera di Sinner e la necessità di mantenere concentrazione totale durante uno degli appuntamenti più attesi della stagione.

Parlare semplicemente di “hotel” in questo caso è quasi riduttivo. Il Rome Cavalieri è una struttura frequentata abitualmente da celebrità internazionali, politici, attori e sportivi di altissimo livello. Piscine panoramiche, spa private, ristoranti stellati, opere d’arte e ambienti riservatissimi fanno parte del pacchetto.

Le cifre, naturalmente, sono fuori dalla portata della maggior parte delle persone. Le camere standard possono partire da circa 600-700 euro a notte, mentre le suite più richieste superano facilmente i 2 mila euro giornalieri. Le stanze più esclusive arriverebbero addirittura oltre gli 8 mila euro per una sola notte, come nel caso della celebre Petronius Suite.

Secondo alcune ricostruzioni pubblicate online, se Sinner dovesse restare a Roma fino alla finale degli Internazionali, il costo complessivo del soggiorno potrebbe diventare impressionante. Ma il punto, evidentemente, non è il prezzo. In questo momento il vero lusso sembra essere un altro: poter vivere qualche giorno senza pressioni esterne.

La regola più discussa: niente foto pubblicate subito

La parte che ha incuriosito di più tifosi e addetti ai lavori riguarda però le richieste legate alla privacy. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, chi dovesse scattare una foto con Sinner non potrebbe pubblicarla immediatamente sui social.

La regola sarebbe molto chiara: niente pubblicazioni prima di 24 ore. Una scelta che punta a evitare assalti improvvisi, geolocalizzazioni in tempo reale e movimenti incontrollati di fan o curiosi attorno al tennista.

Lo stesso principio varrebbe anche durante pranzi e cene. Nei ristoranti frequentati dal campione e dal suo staff la parola d’ordine sarebbe discrezione assoluta. Nessuna invasione della privacy, niente scene improvvisate con telefoni puntati sul tavolo e massima attenzione a non disturbare la routine dell’atleta.

Una situazione che racconta molto bene quanto sia cambiata la vita di Sinner negli ultimi mesi. Oggi ogni sua apparizione genera immediatamente video, foto e discussioni online. Proteggere gli spazi personali è diventato quasi necessario.

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Roma sogna il trionfo del suo nuovo idolo sportivo (www.okmugello.it)

L’atmosfera nella Capitale, intanto, è quella delle grandi occasioni. Dopo il successo di Madrid e con diversi rivali alle prese con problemi fisici, Sinner arriva agli Internazionali con il peso delle aspettative addosso.

Roma aspetta da decenni un trionfo italiano nel torneo maschile e il nome di Adriano Panatta continua a tornare in ogni discussione tra tifosi e appassionati. Stavolta però la sensazione è diversa. Attorno a Sinner c’è un entusiasmo che va oltre il tennis.

Ed è forse anche per questo che il numero uno del ranking ATP ha scelto di isolarsi il più possibile, rifugiandosi in uno degli alberghi più protetti e silenziosi della città. Perché mentre fuori tutti parlano di lui, dentro quelle suite extra lusso l’obiettivo resta sempre lo stesso: arrivare in campo con la testa completamente libera.

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