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Quasi 655 euro in più: novità sulle pensioni di Giugno 2026, scattano gli aumenti

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I pensionati con almeno 64 anni di età e un reddito complessivo che non superi i 15.908 euro annui riceveranno, con il cedolino di luglio 2026, un accredito d’ufficio che può raggiungere i 655 euro.

Si tratta della quattordicesima mensilità, una somma che l’Inps eroga automaticamente senza necessità di inoltrare alcuna domanda, basandosi sull’incrocio dei dati reddituali presenti nei propri archivi. Il meccanismo di calcolo non è però lineare: l’importo massimo spetta solo a chi ha maturato oltre 25 anni di contributi (se lavoratore dipendente) o 28 anni (se autonomo) e rientra nella fascia di reddito più bassa, ovvero fino a 1.5 volte il trattamento minimo, stimato per l’anno in corso intorno agli 11.931 euro.

La natura tecnica della misura, spesso confusa con un bonus assistenziale, è in realtà quella di una retribuzione differita o di una integrazione legata alla storia contributiva. Per i lavoratori dipendenti del settore privato, ad esempio, l’erogazione è speculare ma legata a criteri differenti: scatta tra giugno e luglio solo se espressamente prevista dal Contratto Collettivo Nazionale di categoria. Contratti come quelli del Terziario, del Turismo o del settore Alimentare la includono, mentre molti altri comparti ne restano esclusi, creando una disparità nel settore privato che non dipende dal merito o dal reddito, ma esclusivamente dalla tipologia di inquadramento contrattuale.

A chi spettano 655 euro sulla pensione

Per i pensionati che maturano i requisiti anagrafici o l’accesso al trattamento pensionistico nella seconda metà del 2026, l’appuntamento con la gratifica è invece rimandato alla rata di dicembre. Questa sfasatura temporale comporta che il beneficio non sia universale nel momento della sua massima utilità percepita, ovvero il periodo estivo. Un dettaglio spesso trascurato riguarda i percettori di prestazioni puramente assistenziali: nonostante le difficoltà economiche, chi riceve l’assegno sociale o la pensione sociale è totalmente escluso dal beneficio. La quattordicesima è infatti blindata attorno alla natura contributiva della previdenza; ne rimangono fuori anche i soggetti che usufruiscono dell’Ape Sociale, poiché considerato uno strumento di accompagnamento e non una pensione definitiva.

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A chi spettano 655 euro sulla pensione-okmugello.it

Nelle buste paga dei dipendenti, la somma matura in dodicesimi in base ai mesi di servizio effettivamente prestati tra il 1° luglio dell’anno precedente e il 30 giugno di quello corrente. Un aspetto contro-intuitivo del calcolo per i lavoratori è l’esclusione di alcune voci accessorie della retribuzione dalla base computabile, il che rende la quattordicesima quasi sempre di importo inferiore rispetto a una mensilità ordinaria o alla tredicesima natalizia. Per i pensionati, invece, le fasce di reddito intermedie possono portare a importi proporzionali definiti “a salvaguardia”, che evitano scaloni eccessivi tra chi supera di poco le soglie Inps.

Chi percepisce tra 1,5 e 2 volte il minimo riceverà somme più contenute, variabili tra i 336 e i 504 euro. In caso di mancato accredito da parte dell’Istituto nonostante il possesso dei requisiti, il cittadino ha l’onere di procedere con una istanza di ricostituzione, che può essere inoltrata telematicamente o tramite il supporto dei patronati. Resta fermo che la somma è rapportata ai mesi di vigenza della pensione nell’anno di riferimento. L’Inps effettua i pagamenti il 1° luglio 2026 per la quasi totalità dei beneficiari aventi diritto, rendendo il mese di giugno il periodo di elaborazione contabile dei flussi per milioni di posizioni previdenziali.

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