Le vignette di FABU

Un ponte troppo lontano: l’Arno aspetta il miracolo (da 15 anni)

Mentre le piramidi venivano su che era un piacere, tra Figline e Incisa si attende ancora che la burocrazia impari a nuotare.

Ok ponte fiume

Alcuni esponenti della politica istituzionale della Regione Toscana e della Città Metropolitana di Firenze hanno messo al centro dell’attenzione il progetto riguardante il ponte sull’Arno tra Figline e Incisa Valdarno e Reggello. Si chiedono aggiornamenti sullo stato di avanzamento dell’opera, chiedendo chiarezza sui tempi di realizzazione, considerando che il ponte è atteso da ben 15 anni.

Intanto c’è un fiume, l’Arno, che scorre placidamente, quasi con imbarazzo, come se si scusasse di dividere due sponde che da anni si guardano con aria interrogativa. “Prima o poi ci faranno un ponte”, si dicono le due sponde. Quel “prima o poi”, però, rischia di diventare “mai” oppure, nella migliore delle ipotesi, una specie di era geologica. Tutto iniziò con una riunione molto seria, mappe, rendering futuristici, parole come mobilità sostenibile, riqualificazione territoriale e sinergia infrastrutturale. Alla fine qualcuno disse: “Costruiamo un ponte”. Applausi, foto e un plastico grande come un tavolo da ping-pong. Poi qualcuno chiese: “Quando iniziamo?”. Non un silenzio normale. Un silenzio amministrativo. Per avere un’idea dei tempi previsti basta fare qualche confronto storico. La Grande Piramide di Cheope richiese circa vent’anni. Vent’anni per spostare milioni di blocchi di pietra nel deserto, senza gru, senza Excel e soprattutto senza riunioni su Zoom.

La Grande Muraglia Cinese è lunga oltre 20.000 chilometri. È stata costruita nel corso dei secoli attraversando montagne, deserti e imperi che cadevano e risorgevano. Il nostro ponte? Secondo le previsioni più ottimistiche, sarà pronto subito dopo che gli archeologi avranno catalogato i reperti trovati durante i primi scavi. Insomma, siamo sulla buona strada.

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