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Auto elettrica e svalutazione: perché il noleggio a lungo termine sta cambiando l’approccio alla transizione

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Il mercato dell’auto elettrica in Italia procede con velocità diverse a seconda delle aree del Paese e delle fasce di acquirenti. I dati di immatricolazione pubblicati periodicamente da UNRAE mostrano un’incidenza delle vetture full electric ancora inferiore alla media europea, mentre molti automobilisti rimangono in una fase di osservazione. Le ragioni sono diverse: dubbi sull’autonomia reale, costi di acquisto percepiti come elevati e, soprattutto, l’incertezza sul valore residuo del veicolo nel medio periodo.

L’incognita del valore residuo

Le batterie al litio rappresentano la voce di costo più rilevante in un’auto elettrica e sono anche la componente più soggetta a evoluzione tecnologica. L’introduzione di chimiche più dense, di sistemi di gestione termica più efficienti e l’arrivo previsto delle batterie a stato solido stanno modificando rapidamente il quadro tecnologico. In questo scenario, prevedere quale sarà il valore di una BEV acquistata oggi tra quattro o cinque anni resta un esercizio complesso, soprattutto sui segmenti che hanno visto rapide riduzioni di listino.

Per chi acquista, questa incertezza si traduce in un rischio finanziario diretto: la differenza tra il prezzo pagato e il valore di rivendita può ampliarsi più del previsto. È uno dei motivi per cui una parte crescente di automobilisti, sia privati sia titolari di Partita IVA, sta guardando a formule che spostano questo rischio fuori dal proprio bilancio.

Come funziona il noleggio a lungo termine sull’elettrico

Nel noleggio a lungo termine (NLT) il cliente paga un canone mensile per un periodo definito, di solito tra i 24 e i 60 mesi, con un chilometraggio massimo prestabilito. Nel canone sono di norma incluse manutenzione ordinaria e straordinaria, copertura RCA, garanzie aggiuntive (furto, incendio, eventi atmosferici, kasko a seconda del contratto), gestione del bollo e assistenza stradale. Al termine, il veicolo viene riconsegnato al locatore: il rischio di svalutazione resta a carico del fornitore del servizio, non del cliente.

Sul tema, Noleggio Semplice evidenzia come il noleggio a lungo termine sia spesso scelto per la prevedibilità dei costi e per la possibilità di includere nel canone servizi come manutenzione, coperture assicurative e assistenza, riducendo il numero di scadenze e di interlocutori. Un approfondimento sul noleggio a lungo termine chiarisce le voci di costo e i criteri di scelta più ricorrenti.

Ricarica domestica e pubblica: quanto incide nella scelta

La gestione della ricarica resta uno dei nodi più discussi. La differenza di esperienza tra chi può installare una wallbox in box o cortile privato e chi dipende esclusivamente dalla rete pubblica è significativa, sia in termini di costo per kilowattora sia di tempi. Le associazioni di categoria, tra cui ANIASA, monitorano da anni l’evoluzione della rete italiana di ricarica e l’andamento delle nuove formule di mobilità.

Diverse offerte di NLT prevedono la possibilità di integrare nel contratto la fornitura e l’installazione di una wallbox domestica, oppure card che permettono l’accesso a più operatori della rete pubblica. Sono soluzioni che riducono la frizione operativa per chi non vuole gestire singolarmente fornitore di energia, app di ricarica e contratti accessori.

Cosa serve davvero confrontare

Quando si valuta una BEV in NLT, il canone mensile non è l’unico parametro utile. Vanno considerati: durata contrattuale, chilometraggio incluso (e costo dei chilometri eccedenti), tipo di coperture assicurative (con o senza franchigie, con o senza kasko), inclusione delle gomme stagionali, eventuale auto sostitutiva, gestione del bollo e dei servizi accessori. Un canone più basso senza coperture complete può risultare meno conveniente nel medio periodo.

Un altro elemento riguarda i requisiti di accesso: la valutazione del merito creditizio è prevista anche nel noleggio a lungo termine, con la richiesta di documentazione reddituale per i privati e di documentazione amministrativa per Partita IVA e aziende. Per i professionisti, restano centrali le regole di deducibilità dei canoni di noleggio definite dalla normativa fiscale, che incidono sul confronto con altre formule di acquisto.

Perché il NLT viene scelto anche per evitare il rischio tecnologico

Tra i motivi che orientano verso il noleggio nelle auto elettriche c’è la rapidità con cui evolvono software, sistemi di assistenza alla guida e sistemi di ricarica. Aggiornamenti over-the-air, nuove versioni dei sistemi di infotainment e nuove generazioni di batterie possono rendere meno appetibile sul mercato dell’usato un veicolo che, al momento dell’acquisto, sembrava all’avanguardia. Per chi non ha l’esigenza di possedere il bene, il NLT permette di restare allineato a queste evoluzioni con un orizzonte temporale definito, valutando ad ogni rinnovo se proseguire con la stessa formula o cambiare segmento.

Nella transizione verso una mobilità a basse emissioni il NLT non sostituisce l’acquisto, ma rappresenta un percorso parallelo: utile soprattutto per chi vuole testare l’elettrico senza esporsi al rischio di valore residuo o per chi, in questa fase, preferisce avere costi più prevedibili rispetto alla gestione diretta del veicolo.

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