Torna al centro del dibattito pubblico il futuro dell’ex Sanatorio “Guido Banti” di Pratolino, con una nuova iniziativa promossa dall’associazione di volontariato Idra. Sabato 9 maggio, presso la Sala Rossa di Villa Demidoff nel Parco Mediceo di Pratolino, si terrà un incontro dal titolo “Ex Sanatorio Guido Banti: un mosaico da ricomporre”, con il sostegno della Città Metropolitana di Firenze e del Comune di Vaglia.
L’obiettivo dell’appuntamento è quello di riaprire un confronto ampio e partecipato sul destino di un complesso architettonico di grande valore storico e culturale, oggi in stato di abbandono. L’ex sanatorio rappresenta infatti un esempio significativo di architettura sanitaria del Novecento, tra i primi edifici in Italia realizzati interamente in cemento armato, con una superficie di circa 12.000 metri quadrati e inserito in un ampio parco di oltre 50.000 metri quadrati.
La giornata sarà dedicata alla raccolta di testimonianze, materiali storici e contributi da parte della cittadinanza, con l’intento di ricostruire la memoria collettiva legata al complesso e individuare possibili prospettive di recupero e riutilizzo. L’invito rivolto alla popolazione è quello di condividere fotografie, documenti e racconti personali che possano arricchire il quadro conoscitivo del sito.
L’iniziativa si inserisce in un percorso di sensibilizzazione avviato da tempo, che vede l’associazione Idra impegnata da oltre trent’anni nella promozione del recupero pubblico del sanatorio. Già negli anni Novanta, infatti, una mobilitazione civica aveva portato alla raccolta di migliaia di firme a sostegno della riqualificazione del complesso, senza tuttavia giungere a una soluzione definitiva.
Il contesto attuale, caratterizzato da nuove sfide legate alla gestione del patrimonio pubblico e alla sostenibilità dei servizi sanitari, rende ancora più attuale il tema del riuso di strutture storiche come quella del Banti. L’incontro del 9 maggio si propone dunque come un’occasione di riflessione condivisa tra cittadini, istituzioni ed esperti, per ridefinire priorità e strategie di intervento.
La scelta di Villa Demidoff come sede dell’evento assume un valore simbolico, in quanto luogo strettamente legato alla storia del territorio e alla tradizione di gestione pubblica dei beni comuni. L’iniziativa mira a rilanciare un dibattito che coinvolga l’intera comunità, con l’obiettivo di restituire alla collettività un patrimonio di grande rilevanza storica e paesaggistica.












