Mugello

Publiacqua dona 2.860 alberi ai Comuni. Nuove piante per parchi e spazi verdi

«Siamo felici dell’opportunità di contribuire allo sviluppo del patrimonio arboreo della città», sottolinea Nicola Perini...

Sono 2.860 gli alberi e gli arbusti che Publiacqua mette gratuitamente a disposizione dei Comuni del territorio per essere recuperati e reimpiantati in parchi, giardini e spazi verdi pubblici. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di salvaguardare un patrimonio arboreo già esistente e valorizzarlo in un momento segnato dal cambiamento climatico, dalle estati sempre più lunghe e siccitose e dalla necessità di contrastare le cosiddette isole di calore nelle aree urbanizzate.

Gli esemplari provengono da un terreno nella località Bottegone, in provincia di Pistoia, dove Publiacqua realizzerà un nuovo depuratore. Si tratta di un’opera destinata a migliorare il servizio a favore di cittadini e ambiente, che comporta però la trasformazione dell’area attualmente occupata dagli alberi. Gli esemplari in buone condizioni saranno quindi salvaguardati e trasferiti, evitando che un patrimonio naturale esistente venga disperso.

Le piante sono state assegnate alle amministrazioni che ne hanno fatto richiesta. La distribuzione prevede 780 alberi per Firenze, 350 per Scandicci, 250 per Bagno a Ripoli, 130 per Pontassieve, 50 per Reggello e 1.300 per l’Unione dei Comuni del Mugello. Publiacqua mette gli alberi a disposizione gratuitamente, mentre le amministrazioni beneficiarie sosterranno i costi delle operazioni di espianto e trasporto, fino ai vivai comunali o direttamente agli spazi individuati per la nuova collocazione.

Il patrimonio recuperato comprende numerose specie, tra cui olivi, querce, gelsi, aceri campestri e argentati, bagolari, alberi dei tulipani, peri da fiore, photinie, salici, liquidambar, alberi di Giuda, tigli, pruni, magnolie, sophore e parrotie persiane. La varietà degli esemplari consentirà di arricchire il patrimonio verde e la biodiversità dei Comuni coinvolti.

L’intervento viene presentato come un esempio di economia circolare applicata al verde urbano: una trasformazione necessaria per la realizzazione di una nuova infrastruttura diventa infatti un’occasione per recuperare alberi già sviluppati e trasferirli in altri contesti. In questo modo viene evitata la perdita di patrimonio naturale e si riduce anche la necessità di ricorrere a nuove forniture.

«Siamo felici dell’opportunità di contribuire allo sviluppo del patrimonio arboreo della città», sottolinea Nicola Perini, presidente di Publiacqua, evidenziando la necessità di intervenire sia sulle cause del cambiamento climatico sia sulle strategie di adattamento dei territori. Perini richiama inoltre il ruolo della collaborazione con le amministrazioni comunali nella crescita di beni comuni legati alla salute, alla sicurezza idraulica e al benessere collettivo.

La nuova destinazione dei 2.860 alberi rappresenta così un intervento di tutela del verde che punta a trasformare un patrimonio già presente in una risorsa per le comunità, con nuove collocazioni all’interno degli spazi pubblici dei territori coinvolti.

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