In seguito al recente convegno dedicato ai temi della mobilità e dello sviluppo urbano, il dibattito sul futuro dell’abitato di Borgo San Lorenzo continua ad arricchirsi di contributi tecnici e proposte operative. Tra gli interventi orientati a stimolare una riflessione profonda sulle problematiche infrastrutturali del territorio figura l’analisi elaborata dall’architetto Alessandro Romolini. Il progetto affronta i nodi storici della pianificazione urbanistica locale, individuando le criticità stratificate negli ultimi decenni e delineando tre soluzioni infrastrutturali per fluidificare il traffico dell’area del fondovalle tra Borgo San Lorenzo e Dicomano.
Riportiamo di seguito il testo integrale della proposta e del progetto dell’architetto Alessandro Romolini.
Il testo integrale del progetto
Nell’abitato di Borgo San Lorenzo ci sono delle emergenze che devono essere affrontate per una pianificazione che risolva i problemi che si sono sviluppati dalle passate scelte urbanistiche, magari valide per il tempo in cui venivano prese, ma che si sono rivelate inadeguate per lo sviluppo degli ultimi decenni e che non potranno che aggravarsi nel futuro se non adeguatamente affrontate, studiate e in qualche modo migliorate, se non risolte.
Fra le macro-cause sono da rilevarne in particolare le seguenti:
- La scelta di costruire entro la ferrovia e la Sieve che ha prodotto un allungamento urbanisticamente inorganico, dell’abitato lungo il fondovalle.
- L’aver proceduto in sottrazione con i vari piani regolatori successivi a quello della fine degli anni ’70, sicuramente non auspicabile ad oggi, ma che aveva una visione generale di sviluppo. La sottrazione di pezzi qua e là, urbanisticamente parlando, senza introdurre un’altra visione generale dello sviluppo urbano, ha determinato la situazione attuale dove si trova un’elevata frammentazione di funzioni e soprattutto una commistione di usi al loro interno.
- L’incapacità di incidere sul tessuto che via via si stava formando, senza una precisa volontà politica verso il bene della collettività. È infatti compito di una Amministrazione comunale, a cui spettano le scelte sul territorio, di capire i processi e di governarli secondo le proprie sensibilità, confrontandole con le aspettative delle persone singole e associate, nonché dei sistemi produttivi, commerciali e quanto altro.
- Alcune scelte utopiche/ideologiche come la bulimia delle piste ciclabili, che hanno avuto ricadute sulla qualità del vivere, sul sistema produttivo e sulla sostenibilità in genere. La sostenibilità nel sistema di mobilità è sicuramente da perseguire, ma non deve portare a forzature, pena lo sfaldamento di equilibri puntuali. Le piste ciclabili sono l’esempio sotto gli occhi di tutti per le seguenti cause: 1) l’impossibilità fisica di realizzarle ovunque e comunque; 2) la sicurezza degli utenti che necessita di un percorso autonomo rispetto alla viabilità carrabile e non diviso da semplici strisce; 3) l’impossibilità sul nostro territorio di usare mezzi ecologici a due ruote per tutta una serie di spostamenti, ad esempio per raggiungere il luogo di lavoro non sempre sufficientemente vicino, la scuola, la spesa, i dislivelli e non ultimo il clima.
Quanto detto, a cui si sommano senz’altro altre cause, ha determinato una situazione che vede una fruizione caotica dell’abitato con evidenti punti di forte disgregazione e l’insorgere di situazioni insoddisfacenti per la qualità della vita dei cittadini. Non ultima l’esistenza di un polo attrattivo rappresentato dal centro commerciale COOP, l’ufficio postale e vari uffici pseudo-pubblici, che è raggiungibile solo attraverso percorsi piuttosto lunghi o da viabilità interna che arreca notevoli disagi.
La mobilità carrabile è il primo elemento da studiare e affrontare con decisione, poco incidono interventi di maquillage senza una scelta progettuale forte. Poco apporta il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) della Città Metropolitana, che individua un solo intervento a est di Vicchio per congiungere le viabilità in destra e sinistra della Sieve; intervento, a parere del sottoscritto, poco incisivo giacchè il problema del traffico del fondovalle è imperneato su Borgo San Lorenzo e non su Vicchio.
Di fatto tutto il Mugello passa da Borgo e precisamente dal viale la cui scorrevolezza è stata fortemente compromessa con le piste ciclabili, le fermate dei mezzi pubblici nel bel mezzo alle corsie, semafori e pseudo-rotonde. Di fatto Borgo costituisce un imbuto che aggrava il traffico nelle ore canoniche dell’ingresso e uscita dei luoghi di lavoro, uffici e scuole.
Occorre fare in modo che il traffico di passaggio, che non deve fermarsi a Borgo, sia deviato in una viabilità che eviti l’abitato, lasciando agli abitanti l’uso della viabilità interna. Occorre evitare l’intrecciarsi nell’abitato delle varie tipologie di traffico, pubblico, privato, e quello legato alla produzione di beni e servizi, le aree produttive devono essere servite dall’esterno e i loro mezzi non devono attraversare l’abitato.
Pertanto si ipotizzano 3 interventi che dovrebbero migliorare o al più superare, i problemi della viabilità del fondovalle fra Borgo San Lorenzo e Dicomano.
1) Bypass di Borgo San Lorenzo
Sarà possibile sfruttare la strada di Sagginale in destra Sieve, adeguatamente allargata, con i seguenti raccordi da realizzare ex-novo, con le adeguate rotonde:
- Nuovo tratto passante nella fascia a verde che c’è fra l’abitato e l’area produttiva di Rabatta, fino alla Sieve, passando accanto al depuratore Publiacqua;
- Nuovo ponte sulla Sieve;
- Raccordo con la viabilità esistente a debita distanza dall’abitato di Sagginale;
- Nuovo raccordo in località Olmi, dove c’è spazio più che sufficiente fra la Pieve e l’abitato;
- Nuovo raccordo in località Canicce per superare il fosso e ricongiungersi con la viabilità esistente.

bypass Borgo San Lorenzo
2) Bypass di Vicchio
Con la soluzione sopra descritta la viabilità in destra Sieve acquisterebbe una grande importanza per dissipare il traffico di passaggio, può essere oltremodo continuata fino a Ponte a Vicchio e continuata fino alla viabilità esistente per Dicomano. Sarebbero da eseguire le seguenti infrastrutture:
- Nuova galleria oltre Ponte a Vicchio;
- Nuova viabilità che attraversa la ferrovia e la Sieve e si raccorda con l’esistente.

bypass Vicchio
3) Attraversamento delle Cale al Foro Boario
Per raggiungere facilmente il polo commerciale/servizi occorrerebbe un attraversamento del torrente Le Cale in prossimità della nuova strada del Foro Boario. Cosi facendo si può meglio connettere quell’area all’abitato est di Borgo e far sì che venga inserita in un circuito virtuoso degli spostamenti, che saranno più diretti e meno lunghi, ottenendo così una “mobilità sostenibile”, senza costringere a lunghi giri che portano a congestioni di traffico e inquinamento.
La pista ciclo-pedonale esistente in sommità al bastione potrà essere messa in collegamento con quella sottostante attraverso due rampe idonee anche per i disabili (8% di pendenza con pianerottoli di riposo), da posizionare fra la pista e gli alberi esistenti, dove c’è uno spazio sufficiente. Così facendo il percorso non si interromperebbe e passerebbe sotto alla nuova infrastruttura carrabile per poi risalire dalla parte opposta. Lo stato dei luoghi è assolutamente favorevole e il tutto sarebbe perfettamente realizzabile, anche per le attenzioni dovute alle problematiche idrauliche.
A ovest delle Cale si aprirebbe la possibilità di una nuova parte di città da realizzare, una piazza e nuovi edifici, oltre a raccordarsi con la viabilità esistente davanti alle poste e con la nuova viabilità già accennata nel POC e che attende una variante del Piano Strutturale.











