L’allenatore italiano Andrea Maldera tornerà a lavorare con la nazionale ucraina, ma questa volta nel ruolo di commissario tecnico. Il 18 maggio, giorno del compleanno del mister, il comitato esecutivo della UAF gli ha ufficialmente affidato la guida dei “gialloblù”.
La dinastia rossonera e il carattere milanista
L’intera biografia sportiva del cinquantacinquenne Andrea è indissolubilmente legata a Milano. Seguendo la tradizione di famiglia del padre Luigi e dello zio Aldo, che hanno vinto trofei indossando la maglia rossonera, ha in seguito scelto la carriera di allenatore. Dopo aver percorso un cammino durato 37 anni all’interno della struttura del club menequino — dalle giovanili fino al ruolo di collaboratore tecnico della prima squadra — Maldera ha lavorato sotto la guida di grandi autorità della panchina come Massimiliano Allegri, Leonardo, Filippo Inzaghi e Clarence Seedorf. Nel mondo del calcio è stato a lungo riconosciuto come un visionario della tattica, capace di analizzare e smontare alla perfezione il gioco degli avversari nei minimi dettagli.
Da esordiente nello staff di Shevchenko a patriota ucraino
Quando nel 2016 Andriy Shevchenko ha assunto la guida della nazionale ucraina, ha chiamato Andrea nel proprio staff insieme a Mauro Tassotti e Raúl Riaño. Questo ha rappresentato un precedente storico: i primi allenatori stranieri nella storia della selezione ucraina. L’accoglienza calorosa e il lavoro con la squadra hanno colpito a tal punto l’italiano che ha iniziato apertamente a definirsi un ambasciatore della cultura ucraina in Italia. La promessa di farsi un tatuaggio con il tridente ucraino e i colori della bandiera nazionale in caso di qualificazione a Euro 2020 è diventata leggendaria dopo il trionfo contro il Portogallo a Kiev (2-1).
Una nuova sfida e i primi passi nel nuovo ruolo
Dopo un periodo di lavoro in Inghilterra con il Brighton e in Francia con il Marsiglia al fianco di Roberto De Zerbi, Maldera ha ricevuto l’opportunità di guidare in prima persona la nazionale ucraina. Il suo debutto è avvenuto alla fine di maggio: prima una netta vittoria in amichevole contro la Polonia a Breslavia (2-0), e successivamente un teso sparring match contro la Danimarca, che è stato interrotto nel secondo tempo a causa di un’emergenza medica che ha coinvolto Christian Eriksen. Adesso il tecnico si prepara ad affrontare un duro girone di qualificazione con una squadra che è ormai diventata per lui una seconda famiglia.
Il marchio tattico di Andrea Maldera: L’architetto dei moduli flessibili
Per comprendere quale sarà il nuovo volto calcistico della nazionale ucraina sotto la guida di Andrea Maldera, vale la pena dare un’occhiata alla sua “laboratorio” tattico. Nel corso di decenni di lavoro nel sistema del Milan, e successivamente al fianco di Andriy Shevchenko e Roberto De Zerbi, il tecnico italiano ha sviluppato una filosofia precisa, basata sulla combinazione tra il pragmatismo della scuola italiana e le tendenze moderne del possesso palla intenso.
Con la nomina di Maldera, la nazionale ucraina non accoglie semplicemente un volto familiare, ma un vero e proprio stratega europeo, capace di adattare il modello di gioco a qualsiasi avversario, dalle grandi potenze alle squadre di fascia media.
Foto fornita dal sito https://zbirna.com/
Vincenzo (Vyacheslav) Lysenko
Inviato speciale per OKMugello dall’Ucraina









