Vicchio

Forteto. Dipendenti ‘delusi’ dalla visita della Commissione

Il Forteto siamo anche noi. La voce dei lavoratori esterni

La nota dei dipendenti, che affermano di non aver mai visto il lavoro dei bambini e che ritengono di essere ingiustamente accusati di tacere. Ecco la loro nota:

Con molta amarezza, abbiamo letto le dichiarazioni riportate da alcuni membri della Commissione Regionale d’inchiesta ai media, circa l’incontro di lunedì 08 Febbraio tra noi Dipendenti “Esterni” e la stessa Commissione. Avevamo richiesto noi l’incontro, direttamente a Bambagioni. Volevamo un incontro leale che ci offrisse l’opportunità di esternare, al “mondo politico”, le nostre preoccupazioni rispetto all’attuale situazione lavorativa e alle prospettive future dell’Azienda; era anche nostra intenzione chiedere alla “politica” maggior attenzione alle ricadute di certe affermazioni (vedi Girellone, appelli alla Coop). Ci siamo trovati invece a dover rispondere su chi comanda ora al Forteto, sul lavoro dei bambini (che non abbiamo mai visto) etc.etc…, in poche parole chiamati al riscontro di fatti che afferiscono alla vicenda processuale di alcuni soci del Forteto. Chi ha parlato ha detto la verità e se non è coinciso con la loro, non è colpa nostra. Siamo stati accusati di aver visto e non aver denunciato al pari dei tedeschi vicino ai campi,di fronte all’orrore dei Lager. Questa è un offesa gravissima, alla nostra coscienza e al nostro senso di giustizia! Per quattro anni non abbiamo voluto interferire perché la magistratura facesse liberamente il suo corso, che noi rispettiamo. Non abbiamo la presunzione di avere in mano delle soluzioni, ma è mancata da parte della commissione quella capacità di ascolto sereno delle nostre preoccupazioni mostrandosi invece essa più interessata alle vicende processuali dei soci del Forteto o a prospettare la panacea del commissariamento dell’azienda. Neppure si fa cenno sui giornali a quanto espresso dai Dipendenti “Esterni” del Forteto. Continuiamo comunque ad essere fiduciosi di poter trovare ,sia nella politica che nella società civile, interlocutori capaci di “ascolto”delle nostre istanze.

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