Il futuro dell’ex monastero di Santa Caterina accende lo scontro politico a Borgo San Lorenzo. Il centrodestra locale ha chiesto chiarimenti ufficiali al sindaco Leonardo Romagnoli in merito alla scheda P_18 del Piano Operativo Comunale (POC), approvato a fine 2025. L’opposizione accusa il primo cittadino di incoerenza, ricordando che quando sedeva tra i banchi della minoranza contestava apertamente i volumi previsti dall’atto: 2.145 metri quadri di sociale, 1.320 di turistico-ricettivo, 440 di commerciale e 215 di residenziale. Secondo la coalizione di centrodestra, l’amministrazione deve chiarire subito tramite atti se intende modificare la scheda o confermare l’impianto attuale.
Il sindaco Romagnoli ha replicato spiegando che, subito dopo l’insediamento, è stato aperto un tavolo di confronto con il consorzio Co&So, l’ente che si occupa dei lavori di recupero. Le trattative stanno portando a un cambio di rotta nella progettazione interna, orientata adesso verso la creazione di uno studentato. Questa nuova impostazione potrebbe assorbire le quote inizialmente destinate alla ricettività alberghiera tradizionale, riducendone l’impatto sul territorio e intercettando l’alta domanda di alloggi per studenti registrata nell’area metropolitana fiorentina.
In base a questa evoluzione negoziale, il sindaco ha precisato che la modifica formale della variante urbanistica potrebbe non essere necessaria, poiché l’accordo con i privati consentirà di salvaguardare il valore storico e sociale del complesso. Tra i primi risultati del dialogo, l’amministrazione comunale ha annunciato l’individuazione di uno spazio idoneo alla tutela e alla valorizzazione delle opere d’arte custodite all’interno dell’ex struttura religiosa il 19 giugno 2026.






