La vicenda del Centro Tecnico Federale di Polcanto, nel territorio di Borgo San Lorenzo, torna al centro del dibattito politico e istituzionale con una ricostruzione che ripercorre le principali tappe della chiusura dell’impianto, dalla conclusione del rapporto con il precedente gestore fino all’attuale affidamento e al ricorso al TAR. La questione è stata nuovamente affrontata dal Consiglio comunale, mentre rimangono aperti diversi interrogativi sul futuro della struttura e sulle condizioni necessarie per una sua eventuale riapertura.
Secondo la ricostruzione, il passaggio decisivo risale al 2022, quando la Federazione Motociclistica Italiana avrebbe interrotto il rapporto con Mauro Zecchi, che per anni aveva gestito l’impianto e contribuito alla continuità delle attività legate al motocross. Le motivazioni della decisione, secondo quanto riportato, non sarebbero state rese pubblicamente disponibili in modo dettagliato. Da quel momento la pista sarebbe rimasta priva di un gestore operativo stabile.
Alla sospensione dell’attività si sarebbe aggiunta una questione relativa alla destinazione urbanistica dell’area. La modifica degli strumenti di pianificazione avrebbe alimentato interrogativi sull’utilizzo futuro del terreno, soprattutto alla luce del valore differente che può assumere un’area destinata ad attività sportive rispetto a una superficie suscettibile di una diversa trasformazione. Nel frattempo, un progetto per realizzare nell’area un tracciato destinato alle biciclette non si sarebbe concretizzato, lasciando la struttura inutilizzata e il futuro dell’impianto ancora incerto.
Un ulteriore passaggio è rappresentato dalla lettera inviata il 12 luglio 2024 al Comune di Borgo San Lorenzo dal presidente della Federazione Motociclistica Italiana, Giovanni Copioli. Nella ricostruzione viene evidenziato come a quella data fossero trascorsi circa due anni dall’interruzione del rapporto con il precedente gestore. Successivamente, il tema della riapertura è approdato formalmente in Consiglio comunale attraverso due mozioni.
La prima, denominata “Ripristino pista da Motocross”, è stata presentata il 18 marzo 2025. La seconda, relativa all’“Area Motocross Polcanto”, è stata discussa nell’ambito della seduta consiliare convocata per il 29 dicembre dello stesso anno. La presenza di due atti consiliari nell’arco di nove mesi viene indicata nella ricostruzione come elemento utile a valutare il ruolo dell’Amministrazione comunale nella vicenda.
Nel frattempo, la gestione dell’impianto sarebbe stata affidata a un motoclub di Chiusdino. La scelta apre però interrogativi sulla possibilità concreta di garantire una gestione continuativa della pista, considerando la distanza geografica tra Chiusdino e il Mugello e gli impegni già legati alla gestione di un altro impianto. Un crossodromo richiede infatti attività di manutenzione, presenza sul posto e una gestione organizzativa costante.
A questo aspetto si aggiunge l’incertezza legata alla destinazione urbanistica dell’area, che potrebbe rappresentare un ulteriore ostacolo per eventuali investimenti e per la programmazione di lungo periodo. La questione centrale diventa quindi quella della sostenibilità concreta della nuova gestione e delle condizioni necessarie per trasformare un affidamento formale in una reale riapertura dell’impianto.
Il contenzioso davanti al TAR rappresenta un ulteriore elemento della vicenda. Il ricorso costituisce uno strumento attraverso il quale le parti possono contestare provvedimenti o decisioni amministrative e richiedere una valutazione da parte della giustizia amministrativa. La sua presenza contribuisce tuttavia ad accentuare il confronto sulle responsabilità e sulle scelte che hanno caratterizzato gli ultimi anni della struttura.
La ricostruzione proposta evidenzia quindi una successione di passaggi che parte dall’interruzione del rapporto con il precedente gestore, prosegue con la mancata concretizzazione di un progetto alternativo, arriva alle iniziative del Consiglio comunale e termina, almeno per ora, con il nuovo affidamento e il ricorso al TAR. Si tratta di una vicenda nella quale restano da chiarire diversi aspetti, comprese le motivazioni che portarono alla conclusione della precedente gestione e le condizioni effettive per una ripresa delle attività.
Il futuro della pista di Polcanto rimane pertanto legato alla capacità di definire una gestione stabile, una destinazione dell’area compatibile con l’attività sportiva e un quadro amministrativo sufficientemente chiaro da consentire eventuali investimenti. La cronologia degli eventi rappresenta in questo senso un elemento utile per ricostruire le responsabilità e distinguere i fatti documentati dalle interpretazioni, in attesa che gli enti e i soggetti coinvolti forniscano risposte definitive sui passaggi ancora controversi.










