Oltre 300 bambini e ragazzi di Pieve Emanuele, in Italia, hanno partecipato questa estate al progetto culturale ed educativo internazionale “Promessi Sposi Art Design Fashion UA–IT”. Per diverse settimane l’arte ha aiutato i giovani visitatori italiani a conoscere l’Ucraina, la sua cultura, i suoi artisti contemporanei e l’esperienza di un popolo che continua a difendere la propria libertà.
Il Centro Civico Umberto Castelli si è trasformato non soltanto in uno spazio espositivo, ma anche in un luogo di dialogo vivo. Attraverso l’arte contemporanea, il design, la moda e una rilettura del romanzo di Alessandro Manzoni “I Promessi Sposi”, i bambini hanno affrontato temi come la pace, la democrazia, la dignità umana, la solidarietà e la convivenza tra popoli diversi.
Le visite guidate interattive e le attività creative sono state pensate per partecipanti di diverse fasce d’età. I più piccoli hanno conosciuto i personaggi, i luoghi e i simboli del romanzo di Manzoni attraverso immagini e racconti accessibili. I ragazzi più grandi hanno invece analizzato interpretazioni contemporanee dell’opera, realizzate da artisti provenienti dall’Ucraina, dall’Italia, dalla Siria e da altri Paesi.
L’Ucraina raccontata attraverso gli occhi dei bambini
Uno spazio particolarmente importante dell’esposizione era dedicato alle opere degli artisti ucraini, incentrate sulla guerra, sull’assedio di Mariupol, sulla distruzione della diga di Kakhovka, sulla lotta per la libertà, sulla perdita della casa, sulla resilienza e sulla speranza. Allo stesso tempo, la mostra ha presentato al pubblico italiano il potenziale creativo dell’Ucraina, l’identità della sua arte e la capacità degli artisti ucraini di trasformare un’esperienza dolorosa in uno strumento di dialogo internazionale.
I bambini si soffermavano a lungo davanti alle opere dedicate all’Ucraina. Osservavano attentamente colori, immagini e simboli e rivolgevano agli adulti domande sorprendentemente profonde.
“Perché l’artista ha dipinto una casa distrutta, ma ha lasciato una luce accesa alla finestra?”, ha chiesto uno dei giovani visitatori.
“I bambini ucraini oggi vanno ancora a scuola? Possono anche loro disegnare e giocare?”, ha domandato una bambina durante una conversazione sulla vita dei loro coetanei in Ucraina.
Un’altra domanda, rimasta particolarmente impressa agli organizzatori, è stata: “L’arte può aiutare le persone a smettere di fare la guerra?”
Queste osservazioni trasformavano la visita guidata in un dialogo autentico. I bambini si interessavano non soltanto alla guerra, ma anche alle tradizioni ucraine, alla natura, alle città, alla scuola e alla vita quotidiana. Volevano comprendere perché gli artisti avessero scelto determinati colori, che cosa rappresentassero alcuni simboli e perché, accanto al dolore, in molte opere fosse sempre presente la speranza.
Le opere che hanno emozionato i giovani visitatori
Al termine di ogni visita, ai partecipanti veniva chiesto di scegliere l’opera che li aveva colpiti maggiormente e di spiegare il motivo della loro scelta. Le risposte dei bambini sorprendevano gli adulti per la loro sincerità e per l’attenzione ai dettagli.
“Ho scelto questo quadro perché è triste, ma le persone continuano a restare unite”, ha spiegato una delle partecipanti.
Un altro giovane visitatore ha detto di voler tornare alla mostra insieme ai genitori: “Farò vedere questo quadro a mia madre, perché racconta il coraggio”.
Natalia Siassina: «L’arte crea dialogo e supera i confini»
La presidente dell’associazione VITAWORLD, Natalia Siassina, sottolinea:
“Volevamo creare uno spazio in cui l’Ucraina e l’Italia potessero incontrarsi attraverso l’arte, la cultura e un dialogo aperto. Per noi era importante non soltanto presentare le opere ucraine, ma anche aiutare i bambini a comprendere che dietro ogni quadro ci sono storie umane, emozioni e speranze. Le loro domande hanno dimostrato che l’arte è davvero capace di superare i confini linguistici e culturali, suscitare empatia e incoraggiare il desiderio di conoscersi meglio”.
Tra le parti più apprezzate del programma vi sono state le installazioni interattive, nelle quali i giovani visitatori potevano non soltanto osservare, ma anche partecipare direttamente al processo creativo. In questo modo l’arte smetteva di essere qualcosa di distante e puramente museale, trasformandosi in un’esperienza personale.
Il progetto si è concluso con la realizzazione di una grande opera collettiva, creata insieme dai bambini e dai ragazzi. Ogni partecipante ha lasciato sulla tela un proprio colore, una linea o un simbolo. L’opera sarà presentata presso il Comune di Pieve Emanuele come testimonianza dell’esperienza condivisa e del dialogo culturale tra Ucraina e Italia.
La cultura come ponte tra i popoli
Il progetto “Promessi Sposi Art Design Fashion UA–IT” è promosso dalle associazioni VITAWORLD e VITAUKR con il patrocinio del Comune di Pieve Emanuele. Nel 2025 è stato presentato presso l’Ufficio del Parlamento Europeo a Milano con l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo. Oggi l’iniziativa coinvolge artisti, designer, scuole, università e istituzioni culturali di diversi Paesi.
Per gli organizzatori, il risultato più importante non è stato soltanto il numero dei partecipanti, ma anche la loro sincera curiosità, il desiderio di tornare insieme alle famiglie e una domanda ripetuta più volte alla fine degli incontri: “Possiamo partecipare anche noi?”.
L’esperienza di Pieve Emanuele dimostra che la diplomazia culturale non nasce soltanto nei grandi forum internazionali. A volte nasce davanti a un quadro, nel momento in cui un bambino italiano chiede come vivono i suoi coetanei ucraini, cerca di comprenderne le emozioni e scopre l’Ucraina attraverso l’arte.

Vincenzo (Vyacheslav) Lysenko
Inviato speciale per OKMugello dall’Ucraina





