A Scarperia, in località Topo, nei giorni scorsi è stato avvistato un esemplare di lupo, proprio all’imbocco del centro urbano: oggi il rapporto tra l’uomo e il lupo è caratterizzato da una buona dose di schizofrenia, dove da un lato l’intellettuale radical chic, con il cappuccino d’avena, difende la reintroduzione del predatore via hashtag, dall’altro si barrica in casa se vede una blatta sul pianerottolo.
Il lupo ha capito che faticare nei boschi, inseguendo cervi e fauna veloce, è da fessi, visto che basterebbe seguire l’odore dell’”umido” nei cassonetti della differenziata, per trovare un ricco buffet a costo zero, trasformando così la millenaria rivalità della foresta in una banale faida di vicinato, in cui l’essere umano, armato di smartphone di ultima generazione, tenta disperatamente di fare un selfie con il canide selvatico, anzi, selvaggio, che fa più figo.
Ormai anche i lupi sono abituati bene: chi glielo fa fare di azzannare un uomo per mangiarselo, quando basta scodinzolare dietro ad una bella famigliola per rimediare latte fresco e croccantini.





