La misura resta riservata a chi ha redditi sotto determinate soglie e non dipende dai contributi versati. Ma il calendario, nei prossimi anni, diventa meno semplice.
Per tutto il 2026 il requisito di età per chiedere l’assegno sociale resta fermo a 67 anni. Dal 1° gennaio 2027, però, la soglia salirà a 67 anni e 1 mese. Tradotto: chi compie 67 anni, per esempio, il 10 marzo 2027, non potrà presentare subito domanda. Dovrà attendere aprile.
Il passo successivo arriverà nel 2028, quando il requisito passerà a 67 anni e 3 mesi. I due mesi in più non cancellano lo scatto precedente: si aggiungono. Ed è proprio questo il punto che può creare confusione, soprattutto per chi aveva già segnato il compimento dei 67 anni come data utile per muoversi.
L’assegno sociale non è una pensione maturata con i contributi. È una prestazione assistenziale riconosciuta, se ci sono i requisiti, a chi è in età avanzata e non ha redditi sufficienti. Non riguarda solo chi non ha mai avuto un lavoro regolare, ma anche chi ha avuto carriere discontinue, lunghi periodi senza occupazione o contributi troppo bassi per arrivare a una pensione.
Scatto nel 2029, il nodo resta la speranza di vita
Il passaggio successivo riguarda il 2029. Secondo le indicazioni richiamate dalla Ragioneria generale dello Stato, il requisito potrebbe salire di altri tre mesi, arrivando così a 67 anni e 6 mesi. Per ora, però, questo ulteriore aumento resta legato alle conferme ufficiali attese nei prossimi provvedimenti.
Il meccanismo dipende dalla speranza di vita, cioè dal dato statistico che misura quanto, in media, resta da vivere alla popolazione. Quando questo valore cresce, le regole previdenziali prevedono un aumento dell’età richiesta per accedere a diverse prestazioni. E l’assegno sociale, seguendo il requisito della pensione di vecchiaia, si muove nella stessa direzione.
L’effetto concreto è chiaro, e per molti non è affatto leggero: tra il 2027, il 2028 e l’eventuale scatto del 2029, l’attesa potrebbe allungarsi fino a sei mesi rispetto ai 67 anni validi nel 2026. Sulla carta sembra poco. Nella vita di tutti i giorni, però, può significare dover coprire ancora per qualche mese affitto, bollette, farmaci o chiedere aiuto alla famiglia.
Reddito personale e reddito coniugale: le soglie che decidono l’importo
L’età, da sola, non basta. Per ottenere l’assegno sociale bisogna rispettare anche precisi limiti di reddito, controllati dall’INPS al momento della domanda e poi nel tempo. Per il 2026, l’importo mensile indicato è di 546,24 euro per tredici mensilità.
Per chi non è sposato conta il reddito personale. Se non ci sono entrate, l’assegno può essere riconosciuto per intero. Se invece ci sono redditi, l’importo viene ridotto in base alla differenza rispetto alla soglia annua. Superato il limite previsto, la prestazione non spetta.
Per chi è sposato, invece, il calcolo cambia. Si guarda al reddito coniugale, quindi alla somma dei redditi della coppia, e il limite viene raddoppiato rispetto a quello previsto per una persona sola. È qui che molte domande si bloccano o vengono accolte solo in parte: una pensione del coniuge, un reddito da lavoro o altre entrate possono ridurre l’importo, fino ad azzerarlo.
La prestazione resta assistenziale, non contributiva. In altre parole, non premia gli anni di lavoro, ma interviene quando mancano mezzi economici adeguati. Per questo il controllo sui redditi pesa quanto il requisito dell’età e va aggiornato con attenzione se cambiano la situazione familiare o quella patrimoniale.
Domanda all’INPS, come capire la prima data utile
Chi si avvicina ai 67 anni dovrebbe controllare per tempo la propria posizione, senza aspettare l’ultimo giorno. Dal 2027, infatti, il compleanno non coinciderà più automaticamente con la data utile per chiedere l’assegno sociale: bisognerà aggiungere un mese nel 2027, tre mesi nel 2028 e, se confermato, sei mesi dal 2029.
Un esempio aiuta a capire. Chi compie 67 anni a giugno 2028 maturerà il requisito a settembre dello stesso anno, perché dovrà raggiungere 67 anni e 3 mesi. Chi li compirà nel 2029 potrebbe invece dover attendere 67 anni e 6 mesi, ma solo se lo scatto sarà confermato in via definitiva.
La domanda va presentata all’INPS, di norma attraverso i servizi online, un patronato o gli intermediari abilitati. Prima di inviarla conviene raccogliere i dati su redditi personali, eventuale reddito del coniuge, residenza e situazione familiare. Un controllo prima della domanda può evitare respingimenti, sospensioni o importi più bassi del previsto. Per molti, il punto è tutto lì: capire non solo se l’assegno spetta, ma anche da quando.










