Dicomano

Sedia rotta durante l’attesa per il vaccino, l’ASL condannata al risarcimento

Secondo il Tribunale, infatti, il Comune risultava completamente privo dei poteri di controllo e vigilanza sull’immobile...

Una caduta avvenuta nel maggio 2021 durante l’attesa per la vaccinazione anti Covid al palazzetto dello sport di Dicomano si è conclusa, a distanza di oltre cinque anni, con una condanna dell’Asl Toscana Centro al risarcimento dei danni subiti da un uomo di 57 anni. Il Tribunale di Firenze, sezione seconda civile, ha riconosciuto la responsabilità dell’azienda sanitaria per le condizioni della sedia sulla quale l’uomo si era accomodato in attesa del proprio turno.

Come riportato dal quotidiano La Nazione, la ricostruzione contenuta nella sentenza, l’uomo si era seduto su una sedia in plastica che improvvisamente si era spezzata sotto il suo peso. La caduta, avvenuta all’indietro, aveva provocato un violento impatto della schiena contro il pavimento del palazzetto. Nonostante l’incidente, il 57enne aveva scelto di non richiedere l’intervento dell’ambulanza, si era rialzato autonomamente, aveva atteso il proprio turno e aveva completato la vaccinazione prima di lasciare la struttura.

Le conseguenze fisiche dell’incidente si erano però manifestate nelle ore successive. La documentazione medica acquisita nel procedimento ha rilevato un trauma contusivo della colonna vertebrale, accompagnato da una succussione cervicale e da contusioni ai gomiti. Era stata inoltre diagnosticata una disriflessia vestibolare destra aritmica, una condizione associata a episodi di vertigine, instabilità nella deambulazione, difficoltà nel mantenimento dell’equilibrio, nausea e disorientamento spaziale.

La prognosi aveva previsto un periodo di un mese di inabilità temporanea, mentre gli accertamenti avevano riconosciuto una percentuale dell’1,5% di invalidità permanente. Il Tribunale ha quindi stabilito un risarcimento superiore ai 4.000 euro per i danni riportati dall’uomo, ai quali si aggiungono circa 6.000 euro relativi alle spese legali, per un importo complessivo superiore ai 10.000 euro.

Il punto centrale del procedimento ha riguardato l’obbligo di controllo delle strutture e degli arredi utilizzati durante la campagna vaccinale. Secondo i giudici, non è stato dimostrato che il personale dell’azienda sanitaria incaricato della gestione logistica e del supporto igienico-sanitario avesse effettuato controlli recenti sulle condizioni degli elementi di arredo messi a disposizione degli utenti.

L’Asl Toscana Centro aveva sostenuto che non fosse ragionevole pretendere dai propri funzionari un controllo capillare di ogni singola seduta per verificarne la stabilità. L’azienda aveva inoltre richiamato la particolare situazione di emergenza determinata dalla pandemia, ritenendo che tale contesto dovesse essere considerato nella valutazione della responsabilità.

Questa impostazione non è stata accolta dal Tribunale. I giudici hanno osservato che proprio le procedure adottate durante l’emergenza sanitaria prevedevano la disinfezione frequente delle sale d’attesa e delle attrezzature presenti. Un’attività di sanificazione correttamente eseguita, secondo quanto evidenziato nella sentenza, avrebbe potuto contribuire a individuare eventuali sedute difettose o in condizioni precarie. Nel procedimento, tuttavia, non sarebbe stata fornita la prova di controlli di questo tipo sufficienti a escludere la responsabilità dell’azienda.

Un ulteriore aspetto esaminato dal Tribunale ha riguardato la proprietà e la custodia del palazzetto dello sport di Dicomano. L’Asl aveva sostenuto che la responsabilità dovesse ricadere sul Comune, in quanto proprietario dell’immobile e custode anche degli arredi. L’analisi dei contratti ha però portato i giudici a una conclusione differente.

Secondo il Tribunale, infatti, il Comune risultava completamente privo dei poteri di controllo e vigilanza sull’immobile e sugli arredi durante l’utilizzo della struttura nelle circostanze considerate. Di conseguenza, l’amministrazione comunale è stata esclusa dalla responsabilità per l’incidente.

La sentenza individua quindi nell’Asl Toscana Centro il soggetto responsabile per la mancata verifica delle condizioni della seduta utilizzata dall’utente. Il caso evidenzia così l’importanza dei controlli sulla sicurezza degli spazi e degli arredi destinati alla popolazione, anche in situazioni emergenziali nelle quali l’organizzazione dei servizi sanitari richiede un impiego straordinario delle strutture.

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