È stato presentato questa mattina, sabato 5 settembre 2026, nella suggestiva cornice del Palazzo dei Vicari di Scarperia, il volume dal titolo “OTTO. Storia, memoria e identità di Scarperia”, firmato da Andrea Pini. Appassionato di storia locale, l’autore ha ricostruito con dovizia di particolari le vicende della manifestazione del Diotto, ripercorrendo la nascita del corteo storico e l’avvio dei giochi di gagliardia.
Il libro, impreziosito da un ricco apparato fotografico e dalle schede riassuntive con i risultati del Palio nei vari anni, è stato stampato grazie al contributo decisivo dell’azienda locale Rosss. Durante la mattinata si sono susseguiti diversi interventi istituzionali e testimonianze dirette sul valore sociale dell’opera.
Tra i contributi principali, Simone Bettini dell’azienda Rosss ha sottolineato il valore dell’impegno imprenditoriale a sostegno delle pubblicazioni che valorizzano la cultura e le radici del territorio. Fiammetta Capirossi ha voluto invece ricordare il ruolo cruciale e l’abnegazione di tutti i volontari, fondamentali per il mantenimento del corteo storico e della tradizione del Diotto.




Spazio anche ai ricordi storici attraverso le parole di Filippo Bellandi, organizzatore di lungo corso ed ex presidente della Proloco di Scarperia, che ha rievocato gli aneddoti legati all’evoluzione della manifestazione nel corso dei decenni.
Un passaggio significativo dell’opera e della presentazione ha riguardato la nascita delle tradizioni moderne: se il primo corteo storico fu ripreso nel 1953, i giochi di gagliardia furono istituiti nel 1966. Durante l’incontro è stato ricordato come all’epoca vi fu una forte difficoltà nel reperire i giovani paesani disponibili a formare le prime squadre e a scendere in piazza. Per celebrare quel debutto, durante la mattinata sono stati chiamati e premiati al tavolo dei relatori due veterani del Diotto che presero parte proprio a quelle storiche prime edizioni dei giochi.
Sollecitato dalle domande del moderatore, l’autore Andrea Pini ha poi spiegato le motivazioni profonde del suo lavoro: la volontà di restituire un’identità precisa alla festa dell’8 settembre, andando oltre la semplice rievocazione e scavando nelle radici storiche della comunità di Scarperia, dal legame con i Vicari fiorentini fino al vissuto della gente comune. Il volume rappresenta così un tassello fondamentale per conservare la memoria collettiva locale.









