Cambia soprattutto il lavoro di autoscuole e istruttori, ma anche l’organizzazione delle famiglie: più ore al volante, esercitazioni certificate e paletti più netti per le guide private. L’obiettivo dichiarato è ridurre l’impreparazione dei neopatentati nei primi mesi dopo il conseguimento della patente.
La novità più immediata riguarda le ore di guida obbligatorie per la patente B: da sei si passa a otto prima di poter accedere all’esame pratico. Non saranno però due lezioni aggiunte alla buona. Il nuovo schema prevede un percorso più ordinato, con istruttori abilitati e dentro autoscuole autorizzate, così da rendere la preparazione più uniforme in tutta Italia. Le lezioni saranno divise in blocchi da due ore, con contenuti chiari e verificabili.
“L’idea è portare l’allievo fuori dalla sola logica dell’esame”, spiegano fonti del settore. Perché spesso il candidato impara a superare la prova, ma poi si trova in difficoltà davanti a situazioni vere: una corsia di accelerazione, una rotatoria piena di traffico, un incrocio poco chiaro. Nelle autoscuole, soprattutto nelle grandi città, il tema è già concreto: più ore vogliono dire calendari da rifare, istruttori da coordinare e auto impegnate più a lungo.
Dalla città alla notte: i quattro moduli previsti dal decreto
Il nuovo percorso pratico per la patente B sarà diviso in quattro moduli, ognuno dedicato a una parte precisa della guida. Il primo, il Modulo A, riguarda la conoscenza del veicolo, le manovre di base e la gestione delle emergenze, con attenzione anche ai sistemi ADAS, ormai presenti su molte auto nuove: frenata assistita, mantenimento di corsia, sensori e avvisi al conducente.
Il Modulo B porta invece l’allievo nella guida in città, tra precedenze, parcheggi, attraversamenti pedonali e traffico intenso. È qui, tra semafori, pedoni e motorini che sbucano ai lati, che molti candidati mostrano le difficoltà maggiori. Il Modulo C sposta la pratica su autostrade e strade extraurbane, dove cambiano velocità, distanze di sicurezza e tempi di reazione. Infine c’è il Modulo D, dedicato alla guida notturna: visibilità ridotta, fari, riflessi sull’asfalto e stanchezza. Tutti aspetti spesso sottovalutati, ma decisivi quando si guida davvero, ogni giorno.
Guide private solo dopo la formazione: la nuova regola per gli aspiranti automobilisti
Tra i punti più discussi c’è il nuovo limite alle guide private con accompagnatore. Con le nuove regole, l’aspirante automobilista non potrà esercitarsi liberamente prima di aver completato tutte le otto ore obbligatorie in autoscuola. Solo dopo la fine del percorso certificato sarà possibile fare pratica anche fuori dalle lezioni ufficiali, sempre rispettando le norme del foglio rosa e con un accompagnatore idoneo.
La misura nasce da una preoccupazione precisa: evitare che i candidati arrivino alle prime prove su strada senza una base tecnica costruita con un professionista. In molte famiglie, però, la novità ha già sollevato qualche dubbio. “Prima facevamo un po’ di pratica nel parcheggio o nelle strade tranquille”, ha confidato il padre di una candidata in un’autoscuola romana, “adesso bisognerà aspettare e organizzarsi meglio”. Il punto, per il legislatore, è proprio questo: meno improvvisazione e più controllo nella fase iniziale.
Certificazione digitale e costi: cosa dovranno aspettarsi famiglie e candidati
Tutte le esercitazioni previste per la patente B saranno registrate sul Portale dell’Automobilista, che diventa lo strumento centrale per la certificazione digitale delle guide svolte. L’attestato avrà una validità di 18 mesi: un margine pensato per permettere al candidato di sostenere l’esame pratico o, in caso di bocciatura, di ripeterlo senza dover ricominciare tutto da capo.
Resta il nodo dei costi della patente, che con ogni probabilità saliranno per effetto delle ore aggiuntive e dell’organizzazione richiesta alle autoscuole. Le cifre potranno cambiare da città a città, perché molto dipenderà dalle tariffe dei singoli centri e dal numero di lezioni extra eventualmente richieste dal candidato.
Per famiglie e ragazzi, quindi, la riforma porterà un impegno economico maggiore. In cambio, almeno nelle intenzioni del decreto, dovrebbe arrivare una preparazione più solida: meno automatismi imparati a memoria, più esperienza vera prima di mettersi al volante da soli.
Lezione di guida in città: allieva al volante e istruttore che registra l’esercitazione su tablet, tema centrale della riforma patente B 2026.








