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Revoca immediata della patente in questi casi: cosa dice la Legge

In alcuni territori francesi le conseguenze per chi usa lo smartphone alla guida diventano molto più severe, e le regole possono riguardare anche gli automobilisti italiani di passaggio.

In alcune zone d’Europa, usare il telefono mentre si guida può avere conseguenze molto più immediate sulla patente di quanto molti automobilisti immaginino.

La stretta riguarda anche chi si trova semplicemente di passaggio e può trasformare una distrazione di pochi secondi in un problema serio durante un viaggio. Le nuove misure adottate in alcuni territori francesi mostrano quanto rapidamente stiano cambiando le regole contro l’uso dello smartphone al volante.

Telefono alla guida, stretta nei dipartimenti francesi sulle rotte per il Sud Europa

La stretta riguarda soprattutto la Drôme e il Puy-de-Dôme, due zone tutt’altro che marginali per chi parte per le vacanze o rientra dal Mediterraneo. La Drôme è attraversata dalla A7 nella valle del Rodano, una delle strade principali verso Provenza, Costa Azzurra e Spagna. Il Puy-de-Dôme, invece, comprende il tratto della A75 vicino a Clermont-Ferrand, percorso da molti automobilisti diretti nel sud della Francia.

La novità è netta: il prefetto può disporre la sospensione immediata della patente per chi guida tenendo in mano uno smartphone. In questi dipartimenti non serve che il telefono sia legato a un’altra infrazione. Basta essere fermati mentre lo si maneggia. Un messaggio letto in coda, una chiamata presa al volo, uno sguardo allo schermo: cambia poco.

La Drôme aveva annunciato la stretta il 24 luglio 2026, concedendo fino alla fine di agosto una fase di avviso: multa e lettera informativa sui rischi. Da settembre, invece, può scattare il ritiro. Una misura simile è già stata adottata anche in altri territori francesi, tra cui Landes, Lot-et-Garonne, Pas-de-Calais, Charente-Maritime, Ardèche, Vaucluse, Deux-Sèvres, Eure-et-Loir e Indre-et-Loire.

Patente sospesa, multe e tempi: cosa rischia anche chi è solo di passaggio

Alla sospensione della patente si somma la sanzione prevista in Francia per l’uso del telefono alla guida: 135 euro di multa e la perdita di tre punti sul sistema francese. Nella Drôme, alla prima violazione, il conducente resta senza patente per un mese. Se viene fermato di nuovo, la sospensione può salire fino a tre mesi.

Nel Puy-de-Dôme i tempi cambiano a seconda dei casi: si va da 15 giorni a diversi mesi, in base alle circostanze e agli eventuali precedenti. In Vaucluse, secondo le regole locali già in vigore, il provvedimento può arrivare fino a sei mesi. Una sanzione pesante, soprattutto per chi si trova lontano da casa, magari con famiglia e bagagli in auto.

Controllo stradale: agente ferma un’auto e parla col conducente che tiene uno smartphone in mano

Un controllo su strada richiama la stretta sull’uso del telefono alla guida e il rischio di sospensione immediata della patente.

La regola non vale solo per i francesi. Anche un automobilista straniero, compreso chi viaggia con patente italiana, olandese o belga, può vedersi trattenere il documento dalle autorità francesi per tutto il periodo della sospensione. Se lo stop dura più della permanenza prevista in Francia, la patente può essere inviata al Paese che l’ha rilasciata. È un dettaglio che molti turisti non mettono in conto.

Finora, in Francia, il ritiro della patente per l’uso del telefono era già possibile quando la distrazione si accompagnava a un’altra violazione, per esempio un eccesso di velocità o una manovra pericolosa. Nei dipartimenti che hanno adottato l’ordinanza prefettizia, però, il margine d’azione è più ampio. Il messaggio delle autorità è semplice: il telefono in mano non viene più trattato come una cattiva abitudine, ma come un rischio vero.

Incidenti in aumento: il confronto con Italia, Belgio e Paesi Bassi

La stretta nasce da numeri che le prefetture giudicano allarmanti. Nel primo trimestre del 2026, nella Drôme sono stati registrati 90 incidenti, con 14 morti e 102 feriti. Rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo i dati locali citati dalle autorità, l’aumento è stato del 41% per gli incidenti, del 250% per le vittime e del 59% per i feriti.

“Il 25% degli incidenti mortali nel nostro dipartimento ha come causa la disattenzione. È più dell’alcol al volante e molto più della media nazionale, che è intorno al 12%”, ha spiegato Julien Henrard, capo di gabinetto del prefetto della Drôme. Parole secche, arrivate mentre la stagione dei grandi spostamenti era ancora nel pieno.

Il quadro, però, non è uguale ovunque. Nelle Landes, tra gennaio e luglio 2026, le patenti sospese sono state 1.673, contro le 1.157 dello stesso periodo del 2025. Eppure gli incidenti sono saliti da 110 a 126, mentre i morti sono passati da 16 a 20. Anche nel Pas-de-Calais risultano in crescita sia gli incidenti sia le vittime. Un segnale che la repressione, da sola, non sempre produce effetti immediati.

In Belgio, nel Limburgo, dal febbraio 2024 chi viene sorpreso con il telefono in mano perde la patente per 15 giorni, anche se è straniero. Nei Paesi Bassi, invece, nel 2026 la multa è di 440 euro, più 9 euro di spese amministrative, senza ritiro automatico del documento. Per i ciclisti la sanzione è di 170 euro. Dal febbraio 2025 sono attivi anche controlli con telecamere dall’alto, in grado di rilevare il dispositivo in mano: nei primi quattro mesi del 2026 hanno registrato 79.014 violazioni.

In Italia, l’uso dello smartphone alla guida resta una delle infrazioni più controllate e discusse, con multe e possibili provvedimenti sulla patente nei casi previsti dal Codice della strada, soprattutto quando la condotta crea pericolo o si accompagna ad altre violazioni. Il confronto europeo mostra comunque una direzione chiara: sulle grandi arterie turistiche, dalla Francia al Belgio, la distrazione digitale viene considerata sempre meno una leggerezza e sempre più un rischio concreto per la sicurezza stradale.

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