Ogni giorno piccoli ospedali e servizi territoriali vengono chiusi e le lista d’attesa per visite e esami si allungano, costringendo i cittadini a migrare nel territorio per ricevere adeguate prestazioni; le condizioni di lavoro di tutti gli operatori della sanità peggiorano e l’accesso a servizi di qualità per tutti non è più garantito, anche per colpa di compartecipazioni alla spesa quali i ticket. Questa realtà presente in molti paesi europei è la conseguenza di politiche perseguite dai vari governi e dalle istituzioni con un obiettivo chiaro: vendere la nostra salute privatizzandola. Per questo motivo e con modalità diverse da paese a paese il servizio pubblico si riduce o viene distrutto completamente e ciò avviene togliendo risorse umane e finanziamenti necessari per il suo buon funzionamento. La conseguenza inevitabile è di andare verso due tipi di sistema sanitario: uno pubblico per i meno abbienti e uno privato, mutualistico/assicurativo, per chi se lo può permettere. La propaganda ridondante che accompagna queste politiche poi, è che il privato sarebbe più efficiente e meno caro. Peccato che i dati smentiscano questa favola: i paesi che hanno adottato una sanità pubblica spendono meno e i loro cittadini godono di maggiore tutela e di maggiori cure. A chi conviene allora privatizzare e commercializzare la salute? Sicuramente all’industria farmaceutica e delle apparecchiature sanitarie, ai grandi gruppi di cliniche e case di riposo private, alle assicurazioni, introdotte anche nei contratti di lavoro, al privato sociale. Per contrastare questa deriva, noi, e tutti i difensori di una sanità pubblica di qualità, solidale, gratuita e universale lavoriamo per delle politiche alternative: per un finanziamento del sistema adeguato attraverso la fiscalità generale, per la scelta di servizi di cure primarie, per l’attenzione ai determinanti sociali della salute (lavoro, reddito, educazione, ambiente), per i farmaci generici. I cittadini devono poter contare e decidere le priorità per tutelare la salute e non devono permettere il profitto dei privati. In tutta Europa, movimenti e organizzazioni si battono per salvaguardare la salute pubblica. Per questo, il PRC Mugello organizza: Mercoledì 22 marzo presso la saletta Pio la torre a Borgo San Lorenzo si terrà una serata di discussione e approfondimento verso il 7 aprile, giornata di mobilitazione europea per la salute di tutti, per la sanità pubblica e contro la mercificazione del diritto alla salute. Ne parleremo con rappresentanti del CTDS Firenze e di Medicina Democratica, questi ultimi promotori della mobilitazione in Italia. Durante la serata verrà proiettata una sintesi del film “Mani sulla Sanità, la rivolta” che sarà spunto di discussione. Introduce e coordina Tatiana Bertini del PRC Mugello Salute per tutte/i e accesso universale alle cure. Diritti sociali, economici, culturali e ambientali per tutte/i.
‘La nostra salute non è in vendita’, incontro a Borgo

“Our Health Is Not For Sale”, in occasione della giornata di mobilitazione europea. Scrivono gli organizzatori:











