Mugello

Transizione energetica, le associazioni del Mugello protestano a Bruxelles

Presentata una lettera aperta alle istituzioni europee contro la speculazione e la deregolamentazione nei territori

La rete transnazionale EU CHARADE, con l’adesione della Coalizione TESS e dei comitati Crinali Liberi del Mugello e No Eolico Industriale Firenzuola, ha promosso una manifestazione a Bruxelles davanti al Parlamento Europeo, ieri 9 settembre 2026. L’iniziativa, che ha visto la partecipazione di realtà associative provenienti da 15 Paesi europei, intende contestare l’attuale modello finanziario e industriale di gestione della transizione energetica.

I rappresentanti dei comitati denunciano il superamento dei vincoli democratici e la riduzione delle tutele ambientali derivanti dalle direttive comunitarie sulle corsie preferenziali per le fonti rinnovabili. Secondo quanto riportato dagli organizzatori, l’applicazione del principio di interesse pubblico prevalente rischierebbe di espropriare le comunità locali e le amministrazioni del diritto di pianificazione territoriale e paesaggistica.

Al centro delle critiche vi è anche l’impatto ambientale delle grandi opere eoliche e fotovoltaiche su crinali montani, biodiversità e suolo agricolo. Dal punto di vista economico, le associazioni sottolineano come la produzione discontinua e il sistema di incentivi pubblici rischino di incrementare i costi dell’energia in bolletta, trasformando i progetti in asset speculativi privi di un legame con i reali fabbisogni locali.

Attraverso una lettera aperta indirizzata ai vertici di Commissione, Parlamento e Consiglio Europeo, le associazioni hanno avanzato quattro richieste formali:

  • Stop alla deregolamentazione: eliminazione della prevalenza automatica degli impianti industriali sui vincoli paesaggistici e ambientali.
  • Revisione degli incentivi: blocco dei fondi pubblici per impianti su suolo agricolo libero o aree naturali, con destinazione esclusiva verso zone già antropizzate o tetti urbani.
  • Pianificazione cumulativa: avvio di una valutazione d’impatto strategico a livello europeo per evitare la saturazione dei territori.
  • Democrazia energetica: obbligo di partecipazione vincolante per le popolazioni residenti, promuovendo modelli orientati all’autoconsumo e a comunità energetiche senza scopo di lucro.

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