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La regola dei 30 centimetri: il trucco casalingo per risolvere una volta per tutte il problema più comune di tutti

Chi ha problemi con il Wi‑Fi di casa, soprattutto quando la connessione Internet va a scatti o rallenta senza una ragione chiara, può partire da un accorgimento minimo: la regola dei 30 centimetri.

Nelle ultime settimane l’ha rilanciata Aman Bhatti, direttore delle proposte di Sky Broadband: il consiglio è tenere router e dispositivi ad almeno 30 centimetri di distanza, così da limitare le interferenze del segnale e far arrivare meglio la rete nelle varie stanze. È un trucco semplice, quasi ovvio. Forse anche per questo se ne sta parlando molto.

Che cos’è la regola dei 30 centimetri e perché i dispositivi troppo vicini al router peggiorano il segnale

La regola dei 30 centimetri si basa su un’idea molto pratica: se un dispositivo connesso sta troppo attaccato al router Wi‑Fi, il segnale può distribuirsi peggio e creare interferenze che poi rallentano navigazione, streaming e download. Bhatti, citato da diversi siti specializzati, ha spiegato che il problema non è solo stare troppo lontani dal modem, come si pensa di solito.

A pesare può essere anche l’opposto: telefoni, decoder o altri apparecchi lasciati proprio accanto al router, magari su una mensola stretta o sul mobile del soggiorno. Una situazione comune in molte case. Secondo questa indicazione, lasciare almeno 30 centimetri di distanza aiuta il segnale a diffondersi in modo più regolare; poi, nella vita di tutti i giorni, la maggior parte delle persone usa i dispositivi a circa 1,5 o 1,8 metri dal modem, una distanza che in genere non provoca lo stesso tipo di disturbo.

Router Wi‑Fi su tavolino in soggiorno con TV sfocata, telecamera interna, lampada e controller da gioco sullo sfondo

Un router Wi‑Fi in un soggiorno domestico, con dispositivi nelle vicinanze: l’immagine richiama la regola dei 30 cm per ridurre le interferenze.

I dispositivi che rallentano di più la rete di casa: Smart TV, console, telecamere e lampadine connesse

Non tutti gli apparecchi incidono allo stesso modo sulla rete domestica. Tra quelli che pesano di più ci sono le Smart TV, soprattutto quando mandano contenuti in 4K: in quel caso la richiesta può superare i 25 Mbps. Poi ci sono console e PC da gaming: il gioco online consuma dati in modo continuo e, secondo stime diffuse da Microsoft, può arrivare intorno ai 100 MB all’ora, con un totale mensile che cambia in base alle sessioni e alla qualità grafica.

Anche le telecamere di sicurezza intelligenti possono avere un impatto forte: il controllo in tempo reale e il caricamento costante dei video fanno oscillare i consumi tra 60 e 400 GB al mese, a seconda della risoluzione e del numero di dispositivi installati. Più sottovalutate, invece, le lampadine smart. Da sole chiedono poco, in media tra 2 e 5 Mbps, ma se restano connesse a lungo e si sommano ad altri apparecchi, l’effetto sulla banda di casa può farsi sentire.

Le altre mosse utili per velocizzare Internet: banda 5 GHz, antenne, dispositivi inattivi e aggiornamento del piano

La regola dei 30 centimetri da sola non risolve tutto, e lo stesso materiale da cui nasce questo consiglio lo mette nero su bianco. Per migliorare la velocità del Wi‑Fi, una delle mosse più utili è passare, quando si può, alla banda 5 GHz, più veloce della 2,4 GHz, anche se di solito copre meno. Può servire anche scollegare i dispositivi inattivi, quelli che restano agganciati alla rete per giorni senza essere usati davvero: vecchi tablet, prese smart, altoparlanti, perfino una stampante lasciata in corridoio.

Un altro intervento semplice riguarda le antenne del router o del modem: se il segnale arriva male in alcune stanze, cambiarne l’orientamento può aiutare. Poi c’è il punto più concreto, e spesso anche il più trascurato: controllare se il proprio piano Internet o il modem siano ormai datati. In quel caso, nessun trucco casalingo fa miracoli, come hanno ammesso più tecnici nelle guide rivolte agli utenti. E allora conviene mettere mano all’abbonamento o all’hardware.

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