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In queste spiagge ora si accede solo con prenotazione: controlla prima di partire o resti fuori

Chi ha in programma una vacanza al mare in Europa deve ormai considerare una novità sempre meno eccezionale: in alcune spiagge tra Italia, Spagna e Francia l’accesso è consentito soltanto con prenotazione obbligatoria.

La procedura va completata prima della partenza o comunque prima di raggiungere la località, perché Comuni ed enti parco stanno limitando gli ingressi per ridurre il sovraffollamento e contenere l’impatto sull’ambiente. Il rischio è concreto: arrivare davanti ai tornelli o all’imbocco del sentiero e dover tornare indietro, soprattutto nelle giornate di maggiore affluenza.

Dall’Italia alla Spagna, ecco le spiagge dove senza prenotazione si resta fuori

Tra i casi più noti in Italia c’è La Pelosa, a Stintino, nel nord-ovest della Sardegna: qui da anni gli ingressi sono contingentati e si passa da un sistema di prenotazione online con numero chiuso giornaliero. Sempre in Sardegna, anche Cala Brandinchi e Lu Impostu, nel territorio di San Teodoro, seguono da tempo una formula simile nei mesi più affollati: si prenota, si paga un ticket e si sceglie la fascia d’ingresso.

In Spagna, uno degli esempi più conosciuti è la Playa de las Catedrales, in Galizia, dove nei periodi di maggiore afflusso serve una registrazione preventiva per poter scendere in spiaggia. In Francia, invece, diverse aree molto frequentate del litorale mediterraneo e dei parchi costieri hanno introdotto o rafforzato limiti e accessi regolati, soprattutto lungo i percorsi che portano alle calette più delicate. La logica è sempre la stessa: meno persone tutte insieme.

Accesso alla spiaggia con tornello e corda, due viaggiatori controllano lo smartphone prima di entrare

Un accesso regolato alla spiaggia: due turisti verificano la prenotazione sul telefono prima di passare il tornello.

Ticket, app e fasce orarie: cosa controllare prima di arrivare

Le regole cambiano da una località all’altra, ma il meccanismo ormai si assomiglia quasi ovunque: si entra solo dopo una prenotazione digitale, spesso tramite sito ufficiale o app dedicata, scegliendo il giorno e, in alcuni casi, anche la fascia oraria. A La Pelosa ci sono pure prescrizioni aggiuntive, come l’obbligo della stuoia sotto l’asciugamano, misura pensata per proteggere la sabbia chiara e finissima.

A San Teodoro, la prenotazione per Cala Brandinchi e Lu Impostu dipende dai posti ancora disponibili e dal pagamento di un contributo d’ingresso. In Spagna, per Las Catedrales, la registrazione viene in genere richiesta in alta stagione e nei giorni festivi. Il consiglio, in questi casi, è uno solo: controllare sempre i portali istituzionali dei Comuni o degli enti gestori, perché orari, tariffe, gratuità per i minori ed eventuali cancellazioni possono cambiare. Anche all’ultimo minuto. E sul posto, spesso, non c’è modo di rimediare.

Perché aumentano gli accessi contingentati nell’estate 2026

Dietro queste misure c’è un insieme di problemi che le amministrazioni locali ripetono da mesi: overtourism, pressione sui servizi, erosione delle dune, rifiuti, traffico e danni agli ecosistemi costieri. Le spiagge più fotografate, quelle diventate virali sui social o entrate stabilmente nelle classifiche internazionali, sono anche le più esposte. Per questo, nell’estate 2026, diversi territori stanno confermando o irrigidendo i sistemi di ingresso contingentato.

L’obiettivo, spiegano spesso i Comuni, non è tenere lontani i visitatori, ma distribuire meglio i flussi e rendere più gestibile la presenza umana. Per chi viaggia, però, la conseguenza è molto pratica: prima di partire bisogna verificare se quella spiaggia richiede prenotazione, se sono previsti ticket, quanti accessi restano e quali documenti servono. Un passaggio in più, certo. Ma sempre più decisivo.

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