Mugello

Caso Forteto, la posizione dei legali e delle vittime: «Fiduciosi che l’impegno del Governo si concretizzi entro settembre»

Conferenza stampa dei legali dello Studio CNTTV e dell'Associazione Vittime: fa il punto la causa civile di 17 persone al Tribunale di Genova. Pietracito: «Fiduciosi nell'impegno del Governo. Il DDL è un sogno che darà risposte anche a chi non ha potuto agire in giudizio».

Si è tenuta a Firenze, presso lo Studio Legale CNTTV, una conferenza stampa promossa dai legali e dall’Associazione Vittime del Forteto per fare il punto sugli ultimi sviluppi giudiziari e sulle iniziative legislative recentemente annunciate per il risarcimento delle vittime della comunità-setta di Vicchio.

Al centro dell’incontro, la causa civile avviata nel giugno 2023 dinanzi al Tribunale di Genova per conto di 17 vittime, e il coordinamento con la proposta di legge annunciata a livello nazionale per l’istituzione di un fondo destinato ai risarcimenti.

Lo stato delle cause civili e la scadenza del 16 settembre

Come ricostruito dall’avvocato Marco Noferi dello Studio CNTTV — che assiste le vittime insieme ai colleghi Giovanni Marchese, Eleonora Selmi, Giulia Noferi e Marco Antonio Vallini —, dopo la definizione transattiva avvenuta nel 2023 per una prima tranche di cinque persone, è attualmente in corso il procedimento che riguarda altre 17 vittime. In tale causa sono chiamati in causa la Presidenza del Consiglio dei Ministri (per la responsabilità dei Tribunali per i Minorenni), i Comuni/servizi sociali e la Regione Toscana.

Nell’ultima udienza dello scorso maggio, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha richiesto un rinvio per svolgere gli approfondimenti necessari alla quantificazione dei danni in vista di una proposta transattiva. Accogliendo la richiesta, il giudice ha fissato la prossima udienza per il 16 settembre 2026, invitando le parti a raggiungere una soluzione conciliativa rapida e seria.

«Valutare il danno subito da queste persone è un’operazione complessa che va oltre le semplici tabelle medico-legali ordinarie», ha spiegato l’avvocato Noferi. «Parliamo di giovani tratti in schiavitù, della privazione degli affetti familiari, di sfruttamento lavorativo e di traumi psicologici devastanti che segnano tutta la vita. Il Tribunale di Genova ha già espresso sentenze storiche che riconoscono la totalità di questo pregiudizio».

Da parte sua, l’avvocato Giovanni Marchese, storico legale dell’Associazione, ha ribadito l’importanza anche degli aspetti extra-economici: «Il risarcimento economico è fondamentale, ma non basta. Serve garantire un reale e continuo supporto psicologico e sociale a persone che hanno subito ferite profonde».

Sergio Pietracito: «Accogliamo con favore l’impegno del Governo, fiduciosi nell’accordo entro settembre»

Nel corso della conferenza stampa, il presidente dell’Associazione Vittime del Forteto, Sergio Pietracito, ha espresso toni distensivi, fermi e orientati alla collaborazione e alla fiducia nei confronti delle istituzioni e dell’esecutivo nazionale.

Commentando le notizie sui progetti di legge e l’iter transattivo in corso dinanzi al giudice, Pietracito ha dichiarato:

«Accogliamo con grande favore l’attenzione e le iniziative annunciate di recente dal Governo e dalle forze politiche che da anni sono al nostro fianco. Vedere concretizzarsi l’impegno per una risposta organica rappresenta la realizzazione di un sogno per tutte le vittime.

Siamo certi che questo disegno di legge vedrà presto la luce, ritenendolo uno strumento fondamentale e indispensabile per garantire un giusto risarcimento anche a chi, per la decorrenza dei termini o per non aver avuto la forza interiore di intraprendere le vie giudiziarie, non ha potuto finora ottenere alcun riconoscimento.

Al contempo, guardiamo con totale fiducia al passaggio di settembre fissato dal Giudice. Siamo certi e fiduciosi che l’impegno espresso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ultima udienza si tradurrà entro quella data in una proposta concreta e risolutiva per queste 17 vittime. Dopo tanti anni di sofferenze, accogliamo questo momento con ottimismo, convinti che le istituzioni sapranno onorare la parola data e chiudere degnamente questa pagina».

Attesa per la decisione di settembre

Tutte le parti attendono ora l’udienza del 16 settembre 2026 presso il Tribunale di Genova, momento decisivo per verificare il perfezionamento dell’accordo transattivo tra lo Stato e le vittime patrocinate dallo studio CNTTV, parallelamente all’iter parlamentare delle proposte normative in discussione a Roma.

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