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Minaccia dal Mediterraneo: la CIA avverte sul pericolo di attacchi con droni russi contro Spagna, Francia e Italia

Sebbene la "Gerbera" trasporti solitamente una quantità relativamente ridotta di esplosivo (circa 4-5 kg), gli esperti notano che l'obiettivo...

La Central Intelligence Agency (CIA) degli Stati Uniti ha condiviso con gli alleati europei preoccupanti dati di intelligence. Secondo quanto riportato dall’autorevole quotidiano spagnolo El Mundo, la Russia potrebbe pianificare il lancio di droni d’attacco contro il territorio dei paesi dell’Europa meridionale — Spagna, Francia e Italia — direttamente da navi presenti nelle acque del Mar Mediterraneo.

Come potrebbe concretizzarsi la minaccia?

Secondo gli analisti, lo strumento principale per simili atti di sabotaggio potrebbero essere i droni leggeri “Gerbera”.

  • Consegna nascosta: si prevede di nascondere i droni all’interno di container marittimi standard a bordo di navi mercantili o civili. Questo metodo di mimetizzazione consente di trasportare inosservati gli armamenti nei punti chiave del Mediterraneo.
  • Lancio vicino alla costa: le navi potrebbero effettuare il lancio dei droni direttamente in prossimità delle acque territoriali o della zona costiera degli Stati bersaglio.
  • Autonomia di volo: l’autonomia dichiarata dei velivoli “Gerbera” è fino a 600 chilometri, il che è ampiamente sufficiente per coprire la distanza dalle acque neutrali o internazionali fino agli obiettivi critici sulla costa.

Obiettivi e possibili conseguenze

Sebbene la “Gerbera” trasporti solitamente una quantità relativamente ridotta di esplosivo (circa 4-5 kg), gli esperti notano che l’obiettivo principale di potenziali attacchi non consiste affatto in distruzioni infrastrutturali su larga scala. Tali incidenti potrebbero portare a:

  • Emergenze locali: insorgere di incendi o danneggiamento di apparecchiature non protette.
  • Collasso logistico: chiusura temporanea di grandi porti o aeroporti internazionali (fattore particolarmente critico per il settore turistico dell’Europa meridionale).
  • Forte risonanza: l’effetto principale è concepito come politico ed economico — seminare il panico, destabilizzare la situazione nei paesi della NATO e dimostrare la vulnerabilità dei confini europei.

Minacce specifiche per l’Italia: obiettivi prioritari e misure di protezione

La lunga linea costiera dell’Italia la rende vulnerabile alle minacce ibride marittime. Tenendo conto delle peculiarità logistiche della regione e del raggio d’azione dei droni, le zone costiere strategiche potrebbero potenzialmente finire nel mirino.

Quali città e obiettivi in Italia si trovano nella principale zona di rischio?

  • Grandi hub portuali e centri logistici: ciò riguarda in primo luogo i principali porti commerciali e passeggeri del paese, come Genova, Napoli, Livorno, Civitavecchia (Roma), nonché i grandi porti in Sicilia e Sardegna. Un blocco o un’emergenza in questi punti infliggerebbe un duro colpo all’economia.
  • Grandi cluster industriali ed energetici costieri: territori caratterizzati da una concentrazione di infrastrutture, terminal petroliferi o centrali elettriche lungo la costa.
  • Grandi aeroporti internazionali sul mare: strutture le cui traiettorie di volo o infrastrutture sono strettamente legate alla costa marittima (ad esempio, gli hub vicino a Roma, Napoli o alle grandi città del Nord/Centro), potrebbero affrontare misure di sicurezza temporanee e la chiusura preventiva dello spazio aereo.

Cosa devono sapere gli italiani per la protezione e la mitigazione dei rischi?

  • Comprensione della natura della minaccia ibrida: gli esperti sottolineano che lo scopo di tali azioni è la pressione psicologica e la destabilizzazione, non i bombardamenti a tappeto. L’arma principale contro tutto ciò è l’assenza di panico e la percezione critica delle informazioni.
  • Rafforzamento dei controlli nei porti: i normali cittadini che lavorano nei settori della logistica, portuale o turistico dovrebbero prestare maggiore attenzione ad attività insolite nelle acque e rispettare più rigorosamente i protocolli di sicurezza.
  • Prontezza a restrizioni temporanee: vale la pena considerare la probabilità di restrizioni improvvise ma di breve durata sul funzionamento dei nodi di trasporto (porti, aeroporti) nel quadro di esercitazioni o misure di sicurezza preventive dei servizi speciali.
  • Fiducia nelle fonti ufficiali: in caso di allarme reale o incidenti, tutte le informazioni necessarie vengono trasmesse tempestivamente dalla Protezione Civile italiana e dalle prefetture locali — in situazioni di crisi bisogna affidarsi esclusivamente alle loro indicazioni.

I servizi segreti dei paesi dell’Alleanza stanno analizzando i dati ricevuti dai colleghi americani sullo sfondo di una crescente tensione. Al momento non vi sono conferme ufficiali che il Cremlino abbia già dato l’ordine di condurre tali operazioni, tuttavia il livello di minaccia è valutato come tale da richiedere una maggiore attenzione da parte delle autorità italiane.

Foto fornita dal sito https://www.elmundo.es/

Vincenzo (Vyacheslav) Lysenko
Inviato speciale per OKMugello dall’Ucraina

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