Vaglia

Ex Sanatorio Banti: “L’Asl nega gli atti sui 50mila euro per la sicurezza”. La denuncia degli attivisti

Daria B. Urbex, della pagina Facebook "Ex Sanatorio Banti 2", segnala il rifiuto dell'accesso alla documentazione contabile e pone quattro quesiti agli enti pubblici competenti

L’ex Sanatorio Guido Banti di Pratolino, nel comune di Vaglia, torna al centro dell’attenzione pubblica per una vicenda legata alla trasparenza e alla tutela del patrimonio. La struttura, immobile di proprietà della Azienda USL Toscana Centro e soggetta a vincoli architettonici e paesaggistici, versa dal 1990 in stato di completo abbandono. A sollevare nuovi dubbi sulla gestione dei fondi destinati alla sua protezione è Daria B. Urbex, fotografa e co-fondatrice della pagina Facebook “Ex Sanatorio Banti 2”, impegnata da oltre quindici anni nella salvaguardia del complesso.

Le prescrizioni della Soprintendenza e le tamponature precarie

La questione affonda le radici nei provvedimenti emessi dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e per le province di Pistoia e Prato. Nell’atto del 16 aprile 2020 (prot. 8274), la Soprintendenza ha formalizzato le prescrizioni per gli interventi di bonifica dell’amianto e messa in sicurezza, sollecitando espressamente l’invio del progetto per l’installazione di pannelli anti-intrusione necessari a prevenire occupazioni abusive e atti vandalici.

Secondo quanto evidenziato da Daria B. Urbex, l’Azienda sanitaria avrebbe invece optato per soluzioni provvisorie e rudimentali al solo piano terra, realizzando tamponature in mattoni forati o sbarramenti con materiale di recupero, senza mai installare i pannelli tecnici richiesti dall’organo di tutela. Tali interventi non hanno impedito il ripetersi di intrusioni, causando il progressivo e ulteriore deterioramento della struttura.

Il nodo dei 50.000 euro e il diniego dell’accesso agli atti

A distanza di anni, la richiesta di chiarimenti inoltrata per comprendere l’impiego delle somme originariamente destinate alla sicurezza dell’edificio si è scontrata con un rigido rifiuto istituzionale. Nella nota ufficiale inviata il 6 agosto 2026 (prot. 130320/2026), il Sistema Informazioni ai Cittadini, Partecipazione (URP) dell’Azienda USL Toscana Centro ha risposto che i fondi sono stati riallocati su altre priorità sanitarie e administrative dell’azienda, la quale gestisce oltre duecento immobili.

I tentativi di accedere alla documentazione formale e alle delibere che attestino il riutilizzo della somma di 50.000 euro sono stati respinti. Anche il ricorso presentato davanti alla Difensora Civica della Toscana, Lucia Annibali, si è concluso con un diniego, motivato dall’assenza in capo al privato di un interesse diretto, concreto e attuale corrispondente a una situazione giuridica tutelata idoneo a giustificare l’accesso ai documenti.

Le domande aperte agli enti interessati

Attraverso le pagine di OKMugello, i curatori della pagina “Ex Sanatorio Banti 2” rivolgono pubblicamente le seguenti domande all’Azienda USL Toscana Centro, alla Soprintendenza e al Comune di Vaglia:

  1. Destinazione delle risorse: Quale specifico provvedimento amministrativo ha disposto la riassegnazione dei 50.000 euro originariamente previsti per la sicurezza dell’ex Sanatorio Banti ed esattamente verso quali capitoli di spesa o interventi sono stati dirottati?
  2. Rispetto delle prescrizioni: Per quale motivo la proprietà ha ritenuto di non dare piena esecuzione alle prescrizioni della Soprintendenza relative ai pannelli anti-intrusione, limitandosi a tamponature rivelatesi insufficienti?
  3. Piani per la sicurezza e tutela del valore: Quali azioni urgenti e risolutive intende adottare l’Azienda sanitaria per bloccare definitivamente gli accessi abusivi e preservare il valore dell’immobile, la cui svalutazione danneggia il patrimonio pubblico dell’intera comunità?
  4. Trasparenza e partecipazione: È ritenuto corretto negare a cittadini e associazioni del territorio l’accesso alla traccia contabile e agli atti relativi all’impiego di denaro pubblico destinato a un bene vincolato?

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