Un gesto semplice, dettato dal cuore, ha riannodato i fili della memoria spezzati oltre un secolo fa. Camminando tra i viali del cimitero di Casale Monferrato, la cittadina Marzia ha notato una piccola lapide bianca con un’incisione che richiamava subito la sua terra: “da Scarperia”. Su quella pietra c’era il nome di Olinto Marchi, un soldato diciannovenne caduto durante la Prima Guerra Mondiale. Colpita da quel nome così lontano da casa, la donna è tornata sulla sepoltura per portargli un mazzo di fiori a nome di tutta la comunità mugellana.
La ricostruzione storica e i documenti di leva
La segnalazione condivisa sui social network ha subito innescato una vera e propria gara di solidarietà e ricerca storica. Attraverso le verifiche d’archivio condotte da Luisa sui ruoli matricolari e sui registri parrocchiali, è stato possibile ricostruire la storia del giovane. Olinto Marchi (indicato sulla pietra come Olindo), nato a Scarperia il 10 marzo 1899 da Giuseppe Marchi e Rosa Raffaelli, era cresciuto nella frazione di Marcoiano.
Il sacrificio nel 1918 e l’ipotesi della Spagnola
Chiamato alle armi nel 1° Reggimento Artiglieria Pesante Campale come uno dei ragazzi del ’99, il giovane trovò la morte il 1° ottobre 1918 nell’ospedale militare di Casale Monferrato, a un mese dalla fine del conflitto. Come sottolineato da Fabio, l’assenza di ferite da combattimento nei registri ufficiali fa ritenere probabile che il decesso sia stato causato dall’epidemia di influenza Spagnola, che proprio in quei mesi mieteva vittime tra le truppe.
L’appello della comunità per riportarlo nel Mugello
L’omaggio floreale depositato sulla tomba ha commosso la cittadinanza di Scarperia, dando vita a una corale manifestazione d’affetto. Tra i commenti dei residenti è emersa la forte volontà di avviare le procedure per trasferire le spoglie del soldato nel suo paese natio, con il coinvolgimento del sindaco Federico Ignesti. A distanza di oltre cento anni dal suo sacrificio, il Mugello si stringe attorno al ricordo di Olinto con la speranza di poterlo riabbracciare e riportare finalmente a casa.








