Sessant’anni dopo che il fango dell’Arno sommerse Firenze, la memoria dell’alluvione Firenze 1966 torna al centro della città con una mostra fotografica che racconta non solo la catastrofe, ma la straordinaria risposta umana che ne seguì. ‘1966. Oltre il fango, l’Umanità. La risposta senza confini della Croce Rossa’ è visitabile fino al 30 novembre 2026 negli spazi della biglietteria della Stazione di Firenze Santa Maria Novella, uno dei luoghi di transito più frequentati della Toscana — e quindi uno spazio capace di raggiungere un pubblico ampio, dai pendolari del Mugello ai turisti di passaggio.
Ventiquattro fotografie per raccontare il soccorso internazionale
Il cuore della mostra sono 24 fotografie storiche che documentano l’impegno della Croce Rossa Italiana e Internazionale nelle operazioni di soccorso durante e dopo l’alluvione del novembre 1966. Non si tratta di immagini del disastro fine a se stesso — fango, macerie, opere d’arte distrutte — ma di scatti che mettono al centro le persone: i volontari, i soccorritori, i cittadini che ricevevano aiuto e quelli che lo offrivano.
Il materiale fotografico proviene da archivi di grande prestigio: Archivio Locchi, Archivio Alinari, Archivio Intesa Sanpaolo e Fondazione Palazzo Blu, a cui si aggiunge il contributo di RAI TOSCANA. Un insieme di fonti che garantisce la profondità storica e la varietà di prospettive: fotoreporter, documentaristi, archivi istituzionali. Il risultato è un percorso visivo coerente, capace di restituire la dimensione collettiva e transnazionale della solidarietà che si mobilitò in quei giorni.
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La Croce Rossa e la risposta “senza confini” all’alluvione Firenze 1966
L’alluvione del 4 novembre 1966 colpì Firenze con una violenza senza precedenti nel dopoguerra italiano. L’Arno esondò nella notte, e al mattino gran parte della città era sommersa da acqua e melma. La risposta fu immediata e internazionale: la Croce Rossa Italiana coordinò operazioni di soccorso su larga scala, mentre la solidarietà arrivò da tutto il mondo — da qui il sottotitolo della mostra, La risposta senza confini.
Proprio questo aspetto — la dimensione umanitaria e non solo la tragedia — è il filo conduttore scelto dall’organizzazione per il sessantesimo anniversario. La mostra non celebra il dolore, ma la capacità di risposta: i volontari in stivali nel fango, le cucine da campo, le coperte distribuite, le squadre mediche. Un racconto di resilienza collettiva che, a sessant’anni di distanza, mantiene una forza narrativa intatta.
La mostra è stata inaugurata il 29 ottobre 2026 alle ore 11, pochi giorni prima della ricorrenza del 4 novembre, e resterà aperta fino al termine del mese successivo.
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Stazione Santa Maria Novella: uno spazio per tutti
La scelta della location non è casuale. Gli spazi della biglietteria della Stazione di Firenze Santa Maria Novella sono attraversati ogni giorno da migliaia di persone: pendolari che arrivano dal Mugello sulla Faentina o sulla linea per Borgo San Lorenzo, studenti, lavoratori, viaggiatori. Collocare una mostra storica in un luogo di passaggio significa portare la memoria fuori dalle sale museali tradizionali, rendendola accessibile a chi non avrebbe necessariamente pianificato una visita.
Per chi vive e lavora tra il Mugello e Firenze, la stazione è un punto di riferimento quotidiano. La mostra sull’alluvione Firenze 1966 diventa così qualcosa che si può incontrare quasi per caso, tra un treno e l’altro — e questo, per un evento che parla di memoria collettiva, è tutt’altro che un dettaglio secondario.
Archivi storici e RAI Toscana: le fonti del progetto
La qualità documentaria della mostra si regge sulla collaborazione tra enti archivistici di primo piano. L’Archivio Alinari — tra i più antichi e completi archivi fotografici italiani — porta immagini di grande valore storico. L’Archivio Locchi e quello di Intesa Sanpaolo aggiungono prospettive diverse, mentre la Fondazione Palazzo Blu contribuisce con materiale proveniente dalla Toscana. RAI TOSCANA completa il quadro con il suo patrimonio audiovisivo e documentaristico legato al territorio.
Il progetto è interamente curato dalla Croce Rossa Italiana, che ha scelto il sessantesimo anniversario per riportare all’attenzione pubblica non solo cosa accadde nel novembre 1966, ma come la macchina della solidarietà organizzata seppe rispondere. Un messaggio che, in un’epoca in cui le emergenze climatiche sono sempre più frequenti, conserva una rilevanza che va ben oltre la commemorazione.
Per chi transita da Firenze Santa Maria Novella nelle prossime settimane, fermarsi qualche minuto davanti a quelle 24 fotografie storiche è un modo concreto e gratuito di fare i conti con una pagina di storia che appartiene all’intera regione — Mugello compreso. La mostra è aperta fino al 30 novembre 2026; ulteriori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale di Firenze 2026.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.










