Borgo San Lorenzo

La grande alluvione del 1966. La Sieve, i bastioni e il ricordo degli Angeli del Fango

All’ultimo momento abbiamo saputo che l’amico attore Marco Messeri, attualmente a Cinecittà a Rona, dato che è stato un “Angelo...

Primo particolare della Sieve in piena

Proprio in questi giorni Firenze si sta preparando con una serie di manifestazioni ed eventi per ricordare la disastrosa alluvione che colpì la città del giglio il 4 novembre del 1966, quando l’Arno esondò causando incalcolabili danni, che furono in parte riparati, grazie anche, culturalmente e socialmente parlando, da una gran massa di giovani studenti, i famosi “angeli del fango”, che salvarono migliaia e migliaia di libri e tantissime opere d’arte, senza niente chiedere e senza fare violenze.

Fortunatamente il nostro Mugello subì pochi danni, poiché i torrenti a monte ed a valle (lo Stura, il Levisone, la Carza, il Bosso, il Bagnone, il Fontegianni, il Fistona, il Faltona, le Cale, l’Ensa, il Muccione, il Comano, etc., etc.), che andarono ad ingrossare paurosamente la Sieve, il fiume mugellano, a parte in qualche posto, riuscì a contenere le acque, che per ragioni di tragitto dell’alveo andarono ad ingrossare l’Arno che la Sieve sposava a Pontassieve.

Come sopra scritto — e le immagini a corredo sono la perfetta testimonianza — la Sieve che scorre, rispetto agli altri paesi, vicino all’abitato di Borgo San Lorenzo, pur invadendo tutto in lungo la salceta, per miracolo le acque furono fermate dalle grosse bastionature di sinistra, mentre a destra una parte crollarono invadendo i campi verso Olmi.

Pensate un po’, cari lettori, se i bastioni avessero ceduto; l’acqua della Sieve sarebbe arrivata oltre il viale IV Novembre con tutti i danni immaginabili del contesto urbanistico cittadino, anche se è secolarmente accertato che Via Brocchi (la vecchia Via di Sieve), nata male, viene allagata con una… pisciata!!

I cosiddetti “bastioni” furono un’opera di contenimento davvero eccezionale, innalzati nel 1845 dopo che un anno prima (1844) la Sieve straripò da una grossa alluvione invadendo praticamente tutto il paese. (Bellissima la descrizione di Pio Chini delle famiglie degli artisti, di come la cita nel suo diario manoscritto).

Come è noto, le Cale furono deviate ed ecco la costruzione dei bastioni, che i nostri lontani compaesani, sotto la direzione dell’allora Ing. Granducale L. Cianferoni, innalzarono con maestria e tanta, tanta fatica, visto considerato che all’epoca (1845) non c’erano certo macchine movimento terra, ma centinaia di braccia per alzare la muraglia di terra infilando i cosiddetti “pintoni” all’interno (ed infatti il nonno di Lorenzo Bonanni, che ci lavorò, fu soprannominato “Lorenzo di pintone”), per rinforzare e saldare il bastione.

A distanza di 180 anni i bastioni sono ancora là, a salvaguardare il Borgo dalla Sieve.

Le immagini a corredo furono scattate da Giuseppe “Beppino” Capecchi, noto fotografo di Borgo San Lorenzo, e le altre ci furono donate dal Raffaello Paladini, contadino a Rimorelli, dove l’acqua gli giunse fin sull’aia e nelle stalle.

Sono passati 60 anni; sembra ieri!

All’ultimo momento abbiamo saputo che l’amico attore Marco Messeri, attualmente a Cinecittà a Rona, dato che è stato un “Angelo del Fango”, sarà intervistato da Rai Tre Nazionale e il servizio dovrebbe andare in onda mercoledì venerdì 4 novembre 2026 verso l’ora di pranzo e la sera (purtroppo non sappiamo l’orario preciso). Lo ascolteremo volentieri.

Alluvione giovannini novembre 2026

Seconda particolare della Sieve in piena

Alluvione giovannini novembre 2026

Via Brocchi allagata

Alluvione giovannini novembre 2026

La casa colonica a Rimorelli della famiglia Paladini semiallagata. Il capo famiglia Raffaello si nota a sinistra alla finestra.

Alluvione giovannini novembre 2026


Dietro questa immagine Raffaello Paladini scrive: “ Alluvione del 4 novembre 1966. Il sarvataggio in estremo di un vitello che era nella stalla di Rimorelli e con lui fu sarvato altre dieci bestie grosse che erano in pericolo. Per tirarle fuori questi due giovani (Luigi Paladini e Robert Fantechi), dovettero andare dentro l’acqua fino alla pancia.

Alluvione giovannini novembre 2026

Il giovane “Angelo del Fango” che volge lo sguardo al fotografo è Francesco Paoli detto “capello” noto tifoso biancoverde dell’A. S. Fortis Juventus 1909.

(Foto Tassini – Borgo San Lorenzo)

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