È ufficiale: per conservare la patente gli automobilisti potranno dover dimostrare di essere ancora idonei alla guida attraverso una visita medica.
La riforma europea introduce nuove regole su validità, controlli e sanzioni, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza stradale e ridurre il numero di vittime. Il punto più discusso riguarda proprio il rinnovo: la visita potrà diventare necessaria, anche se saranno i singoli Stati a stabilire modalità e applicazione concreta.
Rinnovo ogni 15 anni, o 10 se vale come documento d’identità: il nuovo calendario europeo
La novità più concreta riguarda la durata del documento. La patente avrà una validità massima di 15 anni, che potrà scendere a 10 anni nei Paesi dell’UE dove vale anche come documento d’identità. Alla scadenza scatterà una verifica dell’idoneità alla guida, pensata per individuare eventuali condizioni fisiche o cognitive non compatibili con il volante.
Nel testo approvato c’è poi un passaggio che guarda agli automobilisti più anziani: la riforma lascia infatti spazio a una durata più breve della patente per gli over 65, un tema che da mesi divide associazioni, medici e rappresentanti degli automobilisti.
Visita medica o autocertificazione: le due strade lasciate agli Stati membri e il nodo della scelta italiana
Qui entra in gioco la scelta dei singoli Paesi. Gli Stati membri potranno decidere se chiedere una vera visita medica al momento del rinnovo oppure accettare un modulo di autocertificazione, cioè una dichiarazione del conducente sulle proprie condizioni di salute. Ed è proprio questo il punto più delicato anche per l’Italia. Stando a quanto emerso nel dibattito riportato in Francia e a prese di posizione già note, la Francia potrebbe puntare sulla strada meno rigida, quella dell’autocertificazione.

Controllo medico per il rinnovo della patente: un automobilista durante una visita di idoneità alla guida.
Resta però da capire se una soluzione del genere sarà considerata sufficiente anche sul fronte della prevenzione. Alcune associazioni, citate nei giorni scorsi anche da Le Monde, hanno accolto con favore il voto europeo, sostenendo che controlli più severi possano ridurre i casi di guida da parte di persone non più idonee. Altri invitano alla prudenza: molto dipenderà da come ogni Paese tradurrà le nuove norme nelle proprie leggi.
Stop all’impunità oltreconfine: sospensioni valide in tutta l’UE e stretta su neopatentati e sicurezza stradale
La riforma, però, non si ferma ai controlli sanitari. Un altro capitolo tocca le infrazioni commesse all’estero: con le nuove regole, chi subirà una sospensione o un ritiro della patente per una violazione grave in un Paese dell’Unione non potrà più continuare a guidare senza problemi negli altri Stati membri.
Il deputato europeo italiano Matteo Ricci ha spiegato che l’obiettivo è chiudere una falla conosciuta da anni, visto che oggi molti automobilisti sanzionati oltreconfine riescono comunque a evitare conseguenze reali nel Paese che ha rilasciato il documento. Nel pacchetto entrano anche il permesso digitale, destinato a diventare il formato principale pur lasciando la versione fisica, più tutele per pedoni e ciclisti — dai punti ciechi all’apertura delle portiere — e una stretta sui neopatentati, che avranno due anni di periodo probatorio con regole più rigide.
Più spazio, durante l’esame, anche al tema dello smartphone alla guida. Nel complesso, è una riforma ampia che prova a rendere più uniformi le regole europee partendo da un principio semplice: guidare resta un diritto, ma con controlli più frequenti.
Un controllo medico in ambulatorio durante il rinnovo della patente, tema al centro delle nuove regole UE.







